MONDO. Il confronto con lo specchio può essere un tormento quotidiano per chi si sente poco attraente. Ciò che vediamo, però, non è solo il risultato dell’azione riflettente dello specchio, ma un prodotto della nostra mente. Per questo “fare pace” con lo specchio e con la nostra immagine riflessa ci aiuta a cogliere il nostro autentico valore, ad apprezzare la nostra unicità e a gestire con serenità il confronto con gli altri. Ne è convinto lo psicologo Emanuel Mian, esperto di disturbi dell’immagine corporea e del comportamento alimentare.
Mian osserva che almeno nove persone su dieci provano una forma di insoddisfazione, lieve o grave che sia, per il proprio aspetto fisico globale o almeno per una parte del proprio corpo. Il suo gruppo di ricerca sull’immagine corporea Body image research group ha tuttavia dimostrato che il giudizio sul proprio aspetto è fortemente influenzato dall’umore, per cui se ci si trova in uno stato d’animo positivo si tende anche a vedersi più belli, e che la “prima impressione” che facciamo agli altri, tanto importante nel determinare il loro giudizio su di noi, è basata molto di più sull’empatia nella comunicazione che sulla bellezza fisica.

