La Corte del Commercio internazionale boccia le tariffe imposte dall’ex presidente: spettano solo al Congresso. Ora si profila il ricorso alla Corte Suprema. A rischio le trattative con UE e Cina.
Colpo di scena nella guerra commerciale americana: la US Court of International Trade ha stabilito che i dazi imposti da Donald Trump sono illegittimi, in quanto il presidente non ha l’autorità di introdurre unilateralmente tariffe senza il via libera del Congresso. L’amministrazione ha annunciato ricorso, attaccando duramente i “giudici non eletti”.
Nel frattempo, Trump ha reagito stizzito a un soprannome affibbiatogli da un giornalista del Financial Times, che lo ha definito “Taco Trade”, acronimo ironico per Trump Always Chickens Out (Trump si tira sempre indietro), alludendo alla sua instabilità nelle trattative con Pechino e Bruxelles. Il tycoon ha replicato: «Si chiamano trattative».
Scontro giudiziario destinato alla Corte Suprema
La disputa potrebbe approdare alla Corte Suprema e avere un impatto enorme sull’economia globale. Secondo la Corte federale, le azioni di Trump violano l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), una legge del 1977 pensata per gestire minacce economiche esterne, mai applicata finora alle tariffe commerciali.
Nel verdetto, i giudici scrivono: «Il quesito è se l’IEEPA conferisca al presidente il potere di imporre dazi illimitati sulle importazioni da quasi tutto il mondo. La Corte non interpreta tale legge come una delega di autorità illimitata». La decisione è arrivata in risposta a due cause promosse da alcuni stati americani e imprese, che hanno contestato la legittimità degli ordini presidenziali.
Il “Liberation Day” e l’annuncio dei dazi
Il 2 aprile, nel cosiddetto Liberation Day, Trump aveva annunciato l’introduzione di dazi doganali generalizzati del 10%, con aliquote più elevate contro Cina e Unione Europea. Alcuni di questi dazi erano poi stati sospesi, in attesa di negoziati bilaterali. Dopo la sentenza, i futures di Wall Street hanno registrato un balzo: +1,2% per l’S&P 500 e +1,6% per il Nasdaq.
Mercati in sollievo, ma si teme un effetto domino
La Casa Bianca ha già annunciato il ricorso, ma i mercati finanziari hanno accolto con sollievo la decisione. «Si è sempre sostenuto che Trump stesse abusando dei poteri di emergenza», ha dichiarato Kyle Rodda, senior analyst di Capital.com. «Se i tribunali dovessero bloccare definitivamente i dazi, si eliminerebbe un rischio sistemico, rilanciando la propensione al rischio degli investitori».
Le ripercussioni internazionali
Secondo molti analisti, la sentenza potrebbe indurre UE e Cina a congelare le trattative in corso con Washington, in attesa dell’esito finale della causa. «La decisione complica la strategia negoziale dell’amministrazione americana», spiega Paul Ashworth, capo economista per il Nord America di Capital Economics. «Altri Paesi aspetteranno di vedere se una Corte superiore ribalterà il verdetto».
Nel frattempo, secondo il Financial Times, la Casa Bianca ha ordinato alle aziende USA produttrici di software per semiconduttori di interrompere le vendite ai gruppi cinesi, sospendendo anche l’export di tecnologie strategiche come motori a reazione e sostanze chimiche sensibili.
Fed e inflazione: allerta tassi
Anche la Federal Reserve osserva con attenzione l’evoluzione della vicenda. I rendimenti dei titoli decennali sono saliti al 4,51% e le aspettative di un taglio dei tassi si sono ridotte. Dai verbali dell’ultima riunione della Fed emerge che “quasi tutti i membri temono un’inflazione più persistente del previsto” proprio a causa dei dazi. La probabilità di un taglio dei tassi a luglio è scesa al 22%, mentre per settembre si attesta attorno al 60%.

