I lavoratori dei centri per minori delle Canarie denunciano da tempo una situazione insostenibile: quotidianamente affrontano aggressioni, minacce e insulti durante lo svolgimento di un lavoro delicato quanto poco riconosciuto dalle istituzioni. A questa insicurezza si sommano la precarietà contrattuale, la mancanza di personale qualificato, il sovraccarico di compiti e l’assenza di risorse adeguate.
A lanciare l’allarme è il sindacato Unión Sindical Obrera (USO) Canarias, che ha convocato una manifestazione per domani dalle 9:00 alle 12:00 davanti alle sedi della Presidenza del Governo delle Canarie, per chiedere interventi urgenti e un miglioramento delle condizioni lavorative. La mobilitazione coincide con analoghe proteste nella provincia di Las Palmas.
Secondo il sindacato, la carenza di personale – soprattutto qualificato – mette a rischio la sicurezza sia dei lavoratori che dei minori ospitati, aggravando una situazione già critica. Le problematiche strutturali comprendono anche l’inadeguatezza degli impianti, la mancanza di protocolli di sicurezza, il continuo aumento dei compiti senza un corrispondente incremento delle risorse umane, come nel caso recente degli appartamenti destinati a vittime di violenza sessuale.
USO Canarias chiede un pacchetto urgente di misure, tra cui il ripristino del 5% di salario tagliato, l’introduzione di un’indennità di rischio proporzionata alla pericolosità della professione e il riconoscimento ufficiale del personale come agenti di autorità o come categoria professionale a rischio.
Il sindacato invita tutti i lavoratori e le lavoratrici legati alla Fundación Canaria de Juventud Ideo, alle imprese di sicurezza private e ai sindacati del settore a partecipare alla mobilitazione per chiedere soluzioni immediate.
In parallelo, USO ha richiesto un incontro con la Consigliera regionale al Benessere Sociale, Uguaglianza, Gioventù, Infanzia e Famiglia, Candelaria Delgado, per discutere direttamente i problemi del settore e le proposte dei lavoratori. Tuttavia, l’amministrazione regionale, secondo il sindacato, continua a delegare le responsabilità alla Fundación Ideo e alla direzione dei centri, evitando così un confronto diretto con chi vive ogni giorno la realtà più critica del sistema.

