Gli Stati Uniti hanno deciso di inviare tre cacciatorpediniere Aegis – USS Gravely, USS Jason Dunham e USS Sampson – nelle acque al largo del Venezuela entro le prossime ore. La missione si inserisce nella più ampia strategia americana di contrasto ai cartelli della droga latinoamericani, considerati una minaccia diretta alla sicurezza nazionale.
Obiettivi dell’operazione
Il piano rientra nell’iniziativa del presidente Trump di colpire le organizzazioni criminali designate come terroristiche, tra cui il cartello di Sinaloa e il gruppo venezuelano Tren de Aragua. Washington ritiene che tali reti siano responsabili della diffusione di fentanil e altre sostanze che alimentano l’emergenza sanitaria negli Stati Uniti.
Per questa missione sono stati mobilitati circa 4.000 militari tra marinai e Marines, con il supporto di aerei da ricognizione P-8, un sottomarino d’attacco e altri mezzi navali. L’operazione avverrà in acque e spazi aerei internazionali e avrà durata di diversi mesi, con attività di sorveglianza, raccolta di intelligence e possibilità di interventi mirati.
Reazioni di Caracas
Il governo del Venezuela ha reagito con durezza, accusando Washington di minacciare la sovranità nazionale. Il ministro della Difesa ha definito le accuse infondate e immorali, sostenendo che i gruppi criminali citati dagli Stati Uniti fossero già stati neutralizzati.
Il presidente Nicolás Maduro ha definito gli Stati Uniti un “impero decadente” e ha annunciato la mobilitazione di oltre 4,5 milioni di miliziani bolivariani come difesa popolare. Parallelamente, è stata imposta la sospensione temporanea dei voli di droni nello spazio aereo venezuelano, richiamando il ricordo dell’attentato con droni del 2018 che aveva preso di mira lo stesso Maduro.

