Un’operazione su scala nazionale, condotta dalla Polizia di Stato e coordinata dal Servizio Centrale Operativo, ha portato all’arresto di 73 giovani, di cui 13 minorenni, per reati legati alla criminalità giovanile, tra cui furti, aggressioni, spaccio di droga e detenzione di armi. Complessivamente, sono state denunciate 142 persone, tra cui 29 minori, mentre oltre 10.000 giovani sono stati controllati dalle forze dell’ordine.
L’operazione ha coinvolto più di 1.000 agenti ed è stata condotta in oltre 40 province italiane, concentrandosi in particolare su aree a rischio come le zone della movida e le piazze di spaccio. Durante i controlli, sono stati ispezionati 150 immobili, tra cui scuole, centri commerciali e strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati.
Armi, droga e oggetti rubati: i sequestri della Polizia
Nel corso delle perquisizioni, gli agenti hanno recuperato numerosi oggetti provento di furto, tra cui collane d’oro, telefoni cellulari e oltre 50.000 euro in contanti. Tra le armi sequestrate figurano 8 pistole, di cui 2 a salve e 1 soft-air modificata, un fucile a canne mozze, un silenziatore, oltre a 15 coltelli e diversi oggetti atti a offendere, tra cui una mazza di ferro riadattata e uno spray urticante.
Le forze dell’ordine hanno inoltre intercettato 2 kg di cocaina, 10 kg di cannabinoidi e quantità di altre sostanze stupefacenti idonee a produrre circa 350 dosi tra eroina, shaboo, ecstasy e anfetamine. Sono stati individuati 600 profili social che incitavano alla violenza, all’uso di armi e all’odio contro le forze di polizia, che ora verranno segnalati alle autorità competenti per una possibile rimozione.
Gli interventi nelle principali città
A Milano, i controlli si sono concentrati nelle aree ad alta densità criminale legate ai gruppi giovanili di strada. Nel quartiere Quarto Oggiaro, è stato smantellato un hub dello spaccio gestito da un giovane italiano, mentre in altre zone è stato sequestrato un fucile a canne mozze.
A Bologna, in una comunità per minori stranieri non accompagnati, tre persone sono state arrestate per una violenta aggressione agli operatori e il giudice ha disposto la loro detenzione presso l’Istituto Penale per Minorenni. Altri quattro giovani stranieri sono stati fermati perché sospettati di aver commesso rapine violente in città, mentre un minorenne italiano è stato arrestato in flagranza di reato per tentata rapina e resistenza a pubblico ufficiale.
A Piacenza, tre persone di nazionalità egiziana e tunisina sono finite in carcere con l’accusa di tentato omicidio, in relazione ad alcuni accoltellamenti avvenuti per il controllo delle piazze di spaccio. Inoltre, tre giovani con precedenti per furti ai danni di anziani sono stati denunciati: nel loro veicolo sono state trovate sacche di monete, utilizzate per distrarre le vittime con la tecnica delle “monetine cadute a terra” e derubarle di borse ed effetti personali.
Un’operazione su vasta scala per contrastare la criminalità giovanile
L’operazione ha evidenziato come la criminalità giovanile si stia sempre più diffondendo in gruppi organizzati che agiscono sia nelle piazze reali che nei social network. Le indagini hanno rivelato reati gravi come tentato omicidio, lesioni, rapine, spaccio di droga, estorsioni e detenzione illegale di armi, spesso pubblicizzati dagli stessi autori sul web.
Il blitz, che ha portato anche al controllo di 2.700 veicoli e all’emissione di oltre 90 sanzioni per violazioni al codice della strada, rappresenta un duro colpo alle attività criminali delle baby gang. Le autorità continueranno a monitorare il fenomeno e a intensificare i controlli per garantire la sicurezza nelle città italiane.

