Telefonata di 30 minuti tra Kiev e Washington sui missili Tomahawk: “Solo la forza può convincere Putin a trattare”
Volodymyr Zelensky lancia un appello diretto a Donald Trump: dopo il presunto successo diplomatico in Medio Oriente, ora tocca fermare la guerra in Ucraina. È questo il messaggio che il presidente ucraino ha voluto trasmettere durante una telefonata di circa mezz’ora con l’ex inquilino della Casa Bianca, incentrata sulla difesa aerea e sulla possibile fornitura dei missili a lungo raggio Tomahawk.
«Abbiamo discusso della difesa aerea», ha dichiarato Zelensky al termine della conversazione, definita “molto produttiva”. Kiev da mesi preme su Washington per ottenere i missili in grado di colpire in profondità il territorio russo — un’arma che il Cremlino considera una “linea rossa”, avvertendo che la loro consegna provocherebbe una “inevitabile escalation”.
Secondo il sito Axios, Trump e Zelensky avrebbero valutato la possibilità di fornire all’Ucraina i Tomahawk, capaci di raggiungere obiettivi ben oltre i confini. Ma l’ex presidente americano, che ha più volte espresso cautela, non ha ancora preso una decisione: «Voglio sapere che uso intendono farne», avrebbe dichiarato nei giorni scorsi dallo Studio Ovale.
Zelensky, dal canto suo, ha voluto riconoscere i meriti diplomatici di Trump nel dossier mediorientale: «Mi sono complimentato con lui per il successo e per l’accordo in Medio Oriente — ha detto — un risultato importante. Se si è riusciti a fermare la guerra in quella regione, allora anche questa guerra, quella russa, può essere fermata».
In un messaggio pubblicato sul suo canale Telegram, il presidente ucraino ha aggiunto di aver informato Trump sugli attacchi russi contro le centrali elettriche ucraine. «Sono grato per la sua disponibilità a sostenerci – ha scritto –. Abbiamo discusso le possibilità di rafforzare la nostra difesa aerea e valutato diverse opzioni concrete. È necessaria la disponibilità dei russi a partecipare a una vera diplomazia, ma solo la forza può garantirlo. Grazie, signor Presidente».

