La Commissione Europea ha recentemente inflitto ad Apple una multa record di 1,8 miliardi di euro per abuso di posizione dominante nel mercato dello streaming musicale. Questa sanzione, annunciata il 4 marzo 2024, rappresenta la terza più alta mai comminata dall’UE per violazioni delle norme antitrust, dopo quelle imposte a Google nel 2018 e nel 2017.
Le motivazioni della sanzione
Secondo l’indagine condotta dalla Commissione, Apple ha imposto restrizioni agli sviluppatori di app di streaming musicale, impedendo loro di informare gli utenti iOS su opzioni di abbonamento più economiche disponibili al di fuori dell’App Store. Queste pratiche, note come “disposizioni anti-sterzo”, hanno limitato la concorrenza e la trasparenza, costringendo molti utenti a pagare prezzi più alti per i servizi di streaming musicale. Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva della Commissione responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato che tali comportamenti sono illegali secondo le norme antitrust dell’UE e hanno avuto un impatto negativo su milioni di consumatori europei citeturn0search1.
La risposta di Apple
Apple ha contestato la decisione, sostenendo che la Commissione non ha fornito prove credibili di danni ai consumatori e che il mercato dello streaming musicale è competitivo e in crescita. L’azienda ha inoltre criticato Spotify, principale promotore dell’indagine, accusandolo di voler beneficiare delle infrastrutture e dei servizi offerti da Apple senza contribuire economicamente. Apple ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro la decisione
Implicazioni future
Questa sanzione rappresenta un segnale forte da parte dell’UE nei confronti delle grandi aziende tecnologiche e delle loro pratiche commerciali. La Commissione ha ordinato ad Apple di eliminare le disposizioni anti-sterzo e di astenersi dal ripetere tali comportamenti in futuro. In caso di ulteriori violazioni, Apple potrebbe affrontare sanzioni ancora più severe, fino al 10% del suo fatturato globale annuo, e fino al 20% in caso di recidiva
Questa decisione si inserisce in un contesto più ampio di regolamentazione delle grandi piattaforme digitali da parte dell’UE, volto a garantire un mercato equo e competitivo per tutti gli attori coinvolti.

