USA. È un sacco di plastica riempito di liquido amniotico. Il bimbo sarebbe legato alla macchina tramite il cordone ombelicale. I neonatologi: “Aumenterà le chance di sopravvivenza dalla 20esima settimana, non sostituirà il ventre materno”.
Un bimbo prematuro, in bilico tra la vita e la morte, con la consapevolezza che il suo futuro sarà forse costellato da malattie. Se nascerà al Children’s Hospital di Philadelphia, i suoi genitori potrebbero trovarsi davanti a un bivio. Dovranno scegliere fra le cure tradizionali in terapia intensiva neonatale o la sperimentazione di una soluzione nuova, promettente ma rischiosa: la placenta artificiale.

