La salute mentale di chi lavora negli ospedali europei è al collasso. Secondo l’indagine MeND (Mental Health of Nurses and Doctors) condotta dall’OMS Europa su oltre 90 mila operatori sanitari di 29 Paesi, un medico o infermiere su tre presenta sintomi di depressione o ansia. Ancora più inquietante il dato sui pensieri suicidari: uno su dieci ha ammesso di aver pensato, nelle ultime due settimane, che sarebbe “meglio essere morto” o di essersi fatto del male.
Si tratta della più ampia indagine mai realizzata nel continente sul benessere psicologico di chi lavora nella sanità. I risultati, diffusi in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, delineano un quadro drammatico in cui violenza, turni infiniti, precarietà e carichi di lavoro insostenibili minano la tenuta psicologica di medici e infermieri.
Tra violenze, turni infiniti e contratti precari
Negli ultimi dodici mesi, un terzo del personale sanitario europeo ha subito episodi di bullismo o minacce, mentre il 10% ha riportato casi di violenza fisica o molestie sessuali sul posto di lavoro. A questo si aggiunge la fragilità occupazionale: quasi un terzo dei medici e un quarto degli infermieri lavora con contratti temporanei, senza stabilità né tutele adeguate.
Gli orari di lavoro restano proibitivi: un medico su quattro supera regolarmente le 50 ore settimanali, con un impatto diretto sulla salute mentale e sulla qualità dell’assistenza.
Kluge (OMS): “Una crisi della sicurezza sanitaria”
“È un peso inaccettabile per chi si prende cura della nostra salute”, ha dichiarato Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa. “La crisi della salute mentale tra gli operatori sanitari è una crisi della sicurezza sanitaria stessa. Occorre agire subito, introducendo la tolleranza zero contro la violenza, riducendo i carichi di lavoro e investendo nel personale e nelle nuove tecnologie”.
Tra vocazione e stanchezza
Nonostante le difficoltà, la maggioranza degli operatori continua a trovare significato nella propria professione: tre medici su quattro e due infermieri su tre dichiarano di sentirsi ancora motivati. Ma la fatica pesa.
“Siamo esausti fisicamente e mentalmente, e questo può portare a errori”, racconta Mélanie Debarreix, specializzanda in radiologia in Francia. “Il rispetto delle regole sugli orari e maggiori risorse potrebbero davvero proteggerci”.
L’OMS invita i governi europei a considerare la salute mentale del personale sanitario una priorità strategica, al pari della sicurezza dei pazienti. Perché un sistema sanitario fragile comincia sempre da chi, ogni giorno, ne regge il peso.

