Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky critica gli alleati di Putin: «Cosa dicono ora Ungheria e Cina?». La capitale è stata colpita durante la notte insieme ad altre dodici località del Paese.
Quasi 600 droni e 30 missili su Kiev e altre dodici località dell’Ucraina: sono questi i numeri del massiccio attacco lanciato questa notte dalla Russia, che ha causato almeno 18 morti, tra cui quattro bambini (tre minori di 2, 14 e 17 anni e una bimba di 10 anni). Si contano inoltre decine di feriti e dispersi. È l’ultimo raid, il più violento dell’ultimo mese, condotto da Mosca per colpire la retroguardia militare ucraina e le infrastrutture del Paese, mandando in tilt anche il traffico ferroviario. Tra gli edifici colpiti c’è anche la sede della delegazione dell’Unione europea in Ucraina. «I miei pensieri sono rivolti alle vittime ucraine e anche al personale UE in Ucraina, il cui edificio è stato danneggiato da questo deliberato attacco russo», ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo Charles Michel
Raid su Kiev, 20 quartieri colpiti: «Il personale UE è al sicuro»
Centinaia di droni e missili si sono abbattuti all’alba di oggi, giovedì 28 agosto, sul cielo di Kiev. Venti quartieri della capitale sono stati martoriati dalle armi del Cremlino. Mosca ha dichiarato di aver «colpito imprese del complesso militare-industriale e basi aeree militari ucraine», mentre il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha denunciato su Telegram che «stanno colpendo cinicamente gli edifici residenziali». Ha aggiunto che «un palazzo di cinque piani è stato colpito in pieno. Tutto, dal quinto al primo piano, è andato distrutto». Al momento, le autorità esortano i cittadini a non lasciare i rifugi, poiché «la minaccia dell’uso di armi balistiche continua». Nel frattempo, nelle strade, sono già in corso i tentativi di soccorso, resi ancora più difficili dalla presenza di detriti e dai crolli. «Il personale della nostra delegazione è al sicuro. La Russia deve cessare immediatamente i suoi attacchi indiscriminati contro le infrastrutture civili e unirsi ai negoziati per una pace giusta e duratura», ha scritto su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.
La denuncia di Zelensky: «Il mondo chiude gli occhi, la Russia si sente impunita»
«Questi missili sono oggi una chiara risposta a tutti coloro che, per settimane e mesi, hanno chiesto un cessate il fuoco e una vera diplomazia», ha scritto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post su X. «La Russia sceglie la balistica al posto del tavolo dei negoziati. La Russia preferisce continuare a uccidere piuttosto che porre fine alla guerra. Ciò significa che la Russia continua a non temere le conseguenze, continua ad approfittare del fatto che almeno una parte del mondo chiude gli occhi davanti all’uccisione di bambini e cerca scuse per Vladimir Putin». Zelensky ha duramente denunciato non solo l’attacco russo, ma anche le esitazioni dei potenti del mondo che, a suo avviso, non stanno stringendo a sufficienza la morsa attorno al Cremlino. Il leader di Kiev ha citato esplicitamente dei Paesi: «Ci aspettiamo una reazione dalla Cina a quanto sta accadendo. La Cina ha ripetutamente chiesto di non espandere la guerra e di dichiarare un cessate il fuoco. […] Ci aspettiamo una reazione dall’Ungheria. Ci aspettiamo una risposta da tutti coloro che nel mondo hanno chiesto la pace, ma che ora più spesso rimangono in silenzio invece di prendere posizioni di principio».
Putin invitato a Pechino per la parata militare
Nel frattempo, la Cina non sembra intenzionata a prendere le distanze da Vladimir Putin. Il nome del presidente russo compare, insieme a quello del dittatore nordcoreano Kim Jong-Un, tra gli invitati alla parata militare che si terrà a Pechino la prossima settimana. L’offerta di un incontro faccia a faccia con Zelensky rimane sempre sul tavolo, ma un tale appuntamento non sembra essere in cima alle priorità dello «zar».

