Nel processo iniziato qualche giorno fa, Jaswant Singh Chail ha rivelato di essere stato incitato dall’intelligenza artificiale nel mettere a punto il suo piano di colpire Elisabetta II con una balestra. Voleva vendicare il massacro di Amristar del 1919 in India.
LONDRA – Sul banco degli imputati, accanto a una persona in carne e ossa, siede un accusato virtuale, creato con l’Intelligenza Artificiale. Il ragazzo che due anni fa cercò di assassinare la regina Elisabetta con una balestra era stato infatti radicalizzato da una chatbot sviluppata dall’AI (Artificial Intelligence): è quanto è emerso nel corso del processo contro Jaswant Singh Chail, 21enne britannico di origine indiana, imputato per attentato alla vita della sovrana.

