L’amministrazione Trump è pronta a inasprire drasticamente le restrizioni all’ingresso negli USA per i cittadini di ben 43 Paesi, tra cui anche la Russia. Secondo quanto riportato dal New York Times, la Casa Bianca sta valutando una bozza di nuove limitazioni, suddividendo gli Stati coinvolti in tre categorie di rischio.
Le liste delle restrizioni
🔴 Lista rossa: divieto assoluto di ingresso per i cittadini di Afghanistan, Bhutan, Cuba, Iran, Libia, Corea del Nord, Somalia, Sudan, Siria, Venezuela e Yemen.
🟠 Lista arancione: restrizioni severe per Bielorussia, Eritrea, Haiti, Laos, Myanmar, Pakistan, Russia, Sierra Leone, Sudan del Sud e Turkmenistan. Chi viaggia per affari e dispone di risorse finanziarie adeguate potrebbe ottenere un permesso, ma i visti turistici e d’immigrazione saranno fortemente limitati.
🟡 Lista gialla: Angola, Antigua e Barbuda, Benin, Burkina Faso, Cambogia, Camerun, Capo Verde, Ciad, Repubblica del Congo, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Dominicana, Guinea Equatoriale, Gambia, Liberia, Malawi, Mali, Mauritania, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, São Tomé e Príncipe, Vanuatu e Zimbabwe avranno due mesi di tempo per rispondere alle preoccupazioni di Washington ed evitare restrizioni più severe.
Un ritorno al travel ban del 2017?
La nuova misura potrebbe ricalcare il discusso travel ban del 2017, con cui Trump bloccò l’ingresso ai cittadini di Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen, scatenando proteste globali e battaglie legali. Dopo varie revisioni, nel 2018 la Corte Suprema confermò una versione più moderata del divieto, applicandolo a Iran, Libia, Somalia, Siria, Yemen, Venezuela e Corea del Nord.
Tensione con il Sudafrica: espulso l’ambasciatore
Nel frattempo, si inaspriscono anche i rapporti con il Sudafrica. Venerdì 14 marzo, il segretario di Stato Marco Rubio ha espulso Ebrahim Rasool, ambasciatore sudafricano negli Stati Uniti, accusandolo di “odio” nei confronti di Trump. Rasool aveva pubblicamente criticato il presidente per aver alimentato il suprematismo bianco. “Non abbiamo nulla da discutere con lui”, ha dichiarato Rubio su X, dichiarandolo persona non grata. Pretoria ha definito la decisione “deplorevole” e ribadito la volontà di mantenere relazioni diplomatiche con Washington.
Con questa nuova stretta sui confini, l’amministrazione Trump sembra intenzionata a rilanciare la sua politica migratoria restrittiva, sollevando interrogativi sulle implicazioni diplomatiche ed economiche a livello globale.

