Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo per trasformare la prigione di Guantanamo in un centro di detenzione per migranti. La struttura, storicamente riservata a detenuti accusati di terrorismo contro gli Stati Uniti, potrebbe ora “ospitare” fino a trentamila immigrati irregolari, secondo quanto dichiarato dal presidente.
La decisione segna un nuovo capitolo nella lunga e controversa storia del carcere situato all’interno della base navale americana a Cuba. Nel 2009, l’allora presidente Barack Obama aveva tentato di chiuderlo, mantenendo una promessa elettorale che si scontrò con ostacoli politici e burocratici. Trump, invece, ha sempre difeso l’esistenza della struttura: già durante il suo primo mandato aveva revocato i piani di chiusura, assicurandone la piena operatività per altri 25 anni.
Ora, con questa nuova destinazione d’uso, Guantanamo si prepara a diventare il simbolo di un’altra battaglia dell’amministrazione Trump, quella contro l’immigrazione irregolare. Una scelta che non mancherà di suscitare polemiche, considerando la fama della struttura e le condizioni di massima sicurezza con cui, negli anni, sono stati gestiti i suoi detenuti.

