Negli ultimi giorni, gli Stati Uniti hanno trasferito i primi dieci migranti irregolari nel centro di detenzione della base navale di Guantánamo Bay, a Cuba. Questo gruppo iniziale comprende membri della violenta gang venezuelana “Tren de Aragua”, precedentemente detenuti presso la base dell’esercito di Fort Bliss, in Texas.
La decisione fa parte di un piano più ampio dell’amministrazione Trump per intensificare le misure contro l’immigrazione clandestina. Il presidente ha firmato un ordine esecutivo per aumentare la capacità di Guantánamo Bay, prevedendo l’allestimento di strutture temporanee per ospitare fino a 30.000 migranti. A tal fine, sono stati dispiegati 200 marines per installare tende e altre infrastrutture necessarie.
La segretaria per la Sicurezza Interna, Kristi Noem, ha dichiarato che Guantánamo Bay ospiterà “i peggiori tra i peggiori”, riferendosi ai migranti con precedenti penali o ritenuti particolarmente pericolosi. Il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha aggiunto che la struttura è ideale per detenere criminali di alto profilo.
Tuttavia, questa mossa ha suscitato critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani. Amnesty International ha espresso preoccupazione per l’uso di Guantánamo Bay come centro di detenzione per migranti, sottolineando le violazioni dei diritti umani storicamente associate alla struttura e chiedendo la sua chiusura definitiva.
Nonostante le controversie, l’amministrazione Trump prosegue con la sua politica di tolleranza zero verso l’immigrazione illegale, sostenendo che misure drastiche siano necessarie per garantire la sicurezza nazionale. Resta da vedere come evolverà la situazione e quali saranno le implicazioni a lungo termine di questa strategia.

