TRAPANI/ITALIA. In termini tecnici e dunque asettici si chiamano trapianti incrociati o cross-over. Due Paesi lontani, Italia e Portogallo, due malati che aspettano un rene ma quello offerto da un parente con generosità infinita non è compatibile. Sembra tutto perduto, e invece no: i dati di entrambi vengono inseriti in un grande network con i dettagli di migliaia di persone e clic, un bip rivela quel “match found” che vuol dire speranza, vita, ricominciare a sognare e a fare programmi e pensare un futuro. Questa storia collega Vicenza, l’ospedale San Bortolo, e la città portoghese di Porto, con il Centro Hospitalar e Universitário: è il quinto scambio internazionale di organi che l’Italia fa con l’estero, i primi 4 tutti con la Spagna, e il primo con il Portogallo. La frenesia di quel clic spinge ai preparativi e il 22 luglio è la data degli espianti e dei trapianti multipli da un lato all’altro del Mediterraneo.
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