TEIDE, ECOTASSA E MULTE DA GENNAIO 2026 SALIRE COSTERA 25€
Da gennaio 2026 il Monte Teide, simbolo vulcanico di Tenerife, non sarà più paradiso a buon mercato per tutti: il Cabildo dell’isola ha ufficializzato nuove regole che mirano a “ mettere un freno al turismo selvaggio ” e a preservare l’ecosistema fragile del parco nazionale.
L’elemento più controverso è la “ecotassa”: i non residenti dovranno pagare tra 10 e 25 €, a seconda del percorso scelto e del giorno della settimana.
Gli abitanti di Tenerife e i bambini sotto i 14 anni, invece, saranno esentati completamente.
I residenti nelle altre isole Canarie pagheranno una tariffa ridotta, tra 3 e 6 €, secondo il giorno e se sono accompagnati da una guida autorizzata.
Non è solo una questione di soldi: l’accesso a due dei sentieri più sensibili — il n. 10 “Telesforo Bravo” verso il cratere e il n. 7 “Montaña Blanca – La Rambleta” — sarà limitato a 300 persone al giorno, suddivise in tre fasce orarie.
Per salire, sarà obbligatorio prenotare anticipatamente tramite la piattaforma digitale Tenerife ON.
Inoltre, i visitatori dovranno presentare un permesso — in versione cartacea o digitale — e un documento d’identità.
Le regole impongono anche un equipaggiamento minimo: pantaloni lunghi, scarpe da montagna, vestiti caldi, acqua, torcia, coperta termica, guanti, cappello e un telefono carico.
Chi infrange le norme rischia sanzioni fino a 600 €.
Il motivo di queste misure drastiche non è nascosto: il presidente del Cabildo, Rosa Dávila, parla di una pressione turistica “insostenibile”, con numeri che sono cresciuti da 3,5 milioni di visitatori nel 2020 a oltre 5 milioni nel 2024, molti dei quali turisti.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: usare i fondi dell’ecotassa (stimati in circa 650.000 € all’anno) per rafforzare la conservazione, assumere più guardiaparco e tecnici, e migliorare i servizi di informazione e sicurezza.
Secondo alcuni, però, queste misure rischiano di trasformare il Teide in una specie di “parco a pagamento”: l’eco-biglietto e il limite di accesso sono visti come un segnale forte contro il turismo di massa, ma anche come una barriera economica per molti viaggiatori. Critici ambientali applaudono l’approccio ma avvertono: se non ci sarà anche un forte controllo sull’uso di mezzi privati (auto, navette) e un piano serio di mobilità sostenibile, l’ecotassa da sola non basterà a proteggere davvero il vulcano.
In ogni caso, per salire sul Teide dal 2026 non basterà più solo la voglia di avventura: servirà pianificazione, denaro… e forse un pizzico di fortuna per accaparrarsi un permesso.
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