Negli ultimi anni, alle Canarie il tema delle occupazioni abusive è diventato sempre più centrale nel dibattito pubblico, generando timori e preoccupazioni tra i proprietari di immobili. Le notizie su casi di okupas occupano spesso le pagine di cronaca, alimentando la percezione di un fenomeno diffuso e fuori controllo. Ma i dati raccontano una realtà ben diversa.
Secondo le statistiche ufficiali, le abitazioni occupate rappresentano appena lo 0,06% del totale, ovvero 6 ogni 10.000 immobili. Un numero che ridimensiona l’allarme e impone una riflessione più ampia sulle vere cause della crisi abitativa nell’arcipelago, che vanno ben oltre la questione delle occupazioni illegali.
Dati contro narrazione: solo lo 0,06% delle abitazioni nelle Canarie è ‘occupato’
La questione delle occupazioni abusive è spesso dibattuta in maniera superficiale, senza distinguere tra violazione di domicilio e occupazione illegale, né considerando altri fattori, come gli inquilini morosi o la crisi abitativa legata alla presenza di immobili vuoti e affitti turistici. Ma qual è la reale portata del fenomeno nelle Canarie?
I numeri dell’occupazione abusiva nelle Canarie
Secondo i dati del Ministero dell’Interno spagnolo, nel 2024 si sono registrati 663 casi di occupazione abusiva nelle Canarie, una cifra che rappresenta appena lo 0,06% delle oltre 1.088.000 abitazioni presenti nell’arcipelago.
Seppur in leggero aumento rispetto ai 581 casi del 2023, il dato resta marginale. A livello provinciale, la maggior parte delle occupazioni si è verificata a Las Palmas (361 casi), mentre a Santa Cruz de Tenerife si sono registrati 302 episodi.
Storicamente, la provincia di Las Palmas ha sempre avuto un numero leggermente superiore di occupazioni, ma le differenze tra le due province non sono significative e i dati annuali subiscono solo lievi fluttuazioni.
Violazione di domicilio e occupazione abusiva: due reati distinti
Per comprendere meglio la portata del fenomeno, è essenziale distinguere tra due fattispecie di reato spesso confuse tra loro:
- Violazione di domicilio (articolo 202 del Codice Penale spagnolo) → Si verifica quando qualcuno entra in un’abitazione abitata e adibita a residenza principale senza il consenso del proprietario o dell’inquilino. Si tratta di un reato grave e le forze dell’ordine possono intervenire immediatamente per sgomberare l’intruso, senza bisogno di un ordine del tribunale.
- Usurpazione di immobile (articolo 245 del Codice Penale) → Riguarda l’occupazione di edifici disabitati senza autorizzazione. In questi casi, la polizia non può agire senza un ordine giudiziario, il che rende il processo di sgombero più lungo e complesso.
Mentre nel caso della violazione di domicilio la reazione delle autorità è rapida, l’usurpazione di immobili richiede un procedimento legale che può durare mesi.
Il problema degli inquilini morosi e la fuga degli affitti nel settore turistico
I dati ufficiali del Ministero dell’Interno non includono un altro problema spesso segnalato dai proprietari: gli inquilini che smettono di pagare l’affitto, rimanendo negli immobili senza versare il dovuto.
Uno degli aspetti più contestati della Legge sull’Edilizia Residenziale è che tutela gli inquilini più vulnerabili, permettendo loro di dichiarare uno stato di fragilità economica per giustificare l’impossibilità di pagare l’affitto. Questo può ritardare i procedimenti di sfratto, poiché le autorità devono attendere un rapporto dei servizi sociali prima di poter autorizzare lo sgombero.
Di conseguenza, molti proprietari preferiscono affittare le loro case a turisti piuttosto che a residenti, contribuendo alla riduzione dell’offerta abitativa e all’aumento dei prezzi. Nelle capitali canarie, oggi ci sono sette case destinate ad affitti turistici per ogni abitazione disponibile a lungo termine.
Il paradosso delle case vuote nelle Canarie
Un altro aspetto chiave della crisi abitativa nell’arcipelago è il numero elevatissimo di immobili vuoti. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INE), nelle Canarie ci sono più di 200.000 abitazioni non occupate, pari al 18% del totale degli immobili residenziali.
Analizzando i dati per singolo comune, emerge che otto località hanno oltre il 40% delle abitazioni vuote e più di 25 superano il 30%. Questo, unito all’aumento vertiginoso dei prezzi – con il costo medio di vendita degli immobili salito a 2.327 €/m² a fine 2024 e gli affitti arrivati a 14,2 €/m² a gennaio 2025 – sta aggravando la carenza di soluzioni abitative accessibili.
Una crisi abitativa dalle molteplici sfaccettature
Il problema della casa nelle Canarie non può essere ridotto al solo fenomeno dell’occupazione abusiva. Si tratta di una crisi complessa con molteplici cause, tra cui:
- Case vuote e mancanza di offerta abitativa
- Affitti turistici che sottraggono case al mercato residenziale
- Leggi che tutelano maggiormente gli inquilini, anche morosi, rispetto ai proprietari
- Influenza delle grandi società immobiliari
- Crescita della popolazione e aumento della domanda
- Acquisto di immobili da parte di stranieri, che alza i prezzi
Nonostante la narrazione diffusa sulla presunta emergenza legata all’occupazione abusiva, i dati dimostrano che il vero problema è l’accesso alla casa, sempre più difficile per i residenti delle Canarie, così come in molte altre zone della Spagna.

