Se non siete abbastanza attenti alla prevenzione cardiovascolare, ora avete un motivo in più per far fronte a colesterolo alto, ipertensione, sovrappeso, diabete e agli altri tanti nemici di cuore ed arterie. Se riuscite a ridurre il rischio di andare incontro a un infarto, infatti, probabilmente il vostro cervello vi ringrazierà. E continuerà a lavorare al meglio per un tempo più lungo di quello di un vostro coetaneo che invece ha dovuto fronteggiare un’ischemia cardiaca.
A dirci come cuore e mente siano strettamente collegati, pur se senza trovare una causa certa di questo rapporto tra benessere cardiaco e funzione cerebrale, è una ricerca che appare su JAMA Neurology, condotta dagli esperti dell’Università Johns Hopkins. Lo studio è arrivato a dimostrare che in caso d’infarto, si ha una più rapida degenerazione dell’attività del cervello.
Gli studiosi hanno preso in esame un’ampia popolazione di persone, più di 30.000, monitorate sul fronte della funzione cognitiva in termini di memoria, capacità di ragionamento e altro, per quasi sei anni e mezzo in media. In questo periodo 1033 soggetti hanno avuto un infarto. Chi è andato incontro a questo “accidente” cardiaco ha avuto un calo maggiore della capacità cognitiva complessiva, della memoria e della funzione esecutiva negli anni di osservazione rispetto a coloro che non hanno avuto l’infarto.

