TORINO. La manager ha denunciato l’ex promesso sposo che l’ha piantata davanti a tutti durante la sua festa di compleanno. Il finanziere si era invece rivolto a un giudice civile chiedendo il sequestro di 700 mila euro prelevati dal suo conto.
La telenovela dell’estate, con l’autunno, ha raggiunto il suo epilogo. Dopo settimane in cui l’imbarazzante caso della coppia scoppiata Segre-Seymandi ha tenuto banco, tra accuse pubbliche di tradimento e udienze davanti al giudice per i soldi spostati da un conto all’altro, scende la “pace” legale sui due ex-fidanzati, protagonisti di tanto clamore. Un accordo riservatissimo e top-secret sarebbe stato raggiunto per mettere a tacere le reciproche irrequietezze e chiudere così ogni rimostranza avanzata.
Cristina Seymandi, la manager di 47 anni con la passione della politica e dell’imprenditoria, ha querelato Massimo Segre, il commercialista esperto di banche e finanza, per la famosa festa di compleanno in collina: davanti a una platea di 35 amici della coppia, quando tutti si aspettavano l’annuncio di nozze, già rimandate tre volte, lui aveva preso il microfono della consolle del dj e aveva svelato i tradimenti di lei, annunciando così la fine della relazione. Un video poi allegato alla querela depositata in procura, aveva ripreso il monologo di Segre: lo si sentiva dire «Questa sera desidero regalare a Cristina la libertà di amare.
Amare un avvocato a cui tiene più che a me», “concedendole” di fare comunque una vacanza a Mykonos «già tutta pagata» e di proseguire persino la loro collaborazione lavorativa. Quel video era diventato virale, ed entrambi i protagonisti avevano continuato per giorni, sui media, a lanciarsi invettive: «da che pulpito arriva la predica!» aveva ad esempio commentato Seymandi. Il caso aveva anche attirato l’attenzione del Garante della Privacy che aveva aperto un’istruttoria per verificare eventuali violazioni commesse. E la possibile configurazione di diversi reati penali è stata poi elencata dalla manager nella sua querela, affidata in procura al pm Roberto Furlan. Nel frattempo però, il 3 agosto, anche Segre ha agito però sul piano civile: si è rivolto al giudice con una procedura d’urgenza per chiedere il sequestro conservativo di circa 700 mila euro, che Seymandi avrebbe prelevato nel marzo 2021 da un conto in comune e spostato su un altro deposito. Seymandi aveva sostenuto che si fosse trattato di un’operazione temporanea e che quel passaggio di denaro fosse stato concordato, con tanto di screenshot della chat in cui lei gli mostrava la ricevuta bancaria e lui rispondeva “Ok, va bene”. Quel conto comune sarebbe stato di natura “familiare” legata al rapporto di convivenza. Con la fine della relazione, però, Segre rivoleva il denaro.
Le ultime udienze davanti al giudice Fabrizio Alessandria sono durate pochissimi minuti, segno che fosse stata scelta la strada del rinvio in attesa di trovare un accordo tra le parti. Le trattative sono andate avanti e si sarebbero ora concluse con un vincolo di riservatezza che impone a tutti gli avvocati coinvolti di mantenere il riserbo più assoluto. La prassi vuole che l’intesa economica raggiunta abbia però l’effetto di non far procedere oltre le iniziative legali. Questo accordo dunque, che si immagina sia a cinque zeri, farebbe “cadere” il procedimento penale e potrebbe avere effetti anche sulla questione civile: una sorta di “do ut des”. Alla fine insomma, la pace è solo una questione di soldi.

