Il presidente della Camera di Commercio, Industria, Servizi e Navigazione di Santa Cruz de Tenerife, Santiago Sesé, ha dichiarato ieri che le Canarie, “pur registrando una crescita reale”, stanno crescendo “al di sotto del loro potenziale”.
Durante la presentazione dei risultati dell’Indicatore di Fiducia Imprenditoriale (ICE) per il terzo trimestre del 2025 – periodo in cui si è registrato un calo del 2,1% – Sesé ha sottolineato che le Canarie potrebbero essere molto più efficienti “se riuscissimo davvero a sviluppare tutti i progetti disponibili”, focalizzandoci su aspetti economici piuttosto che politici.
“Abbiamo bisogno di visione a lungo termine, pianificazione e attuazioni realistiche, per sbloccare sia gli investimenti pubblici che quelli privati”, ha affermato Sesé, aggiungendo che le Canarie non possono permettersi il lusso di non valorizzare settori emergenti legati all’economia blu.
Critiche e priorità
Sesé ha inoltre ribadito le sue critiche al mercato degli affitti turistici, definendolo “una concorrenza assolutamente sleale”.
Ha poi sottolineato l’urgenza di digitalizzare molto di più le imprese, sfruttando i fondi europei disponibili a tal fine, e ha lanciato un appello a trattenere i giovani talenti, che stanno lasciando le isole alla ricerca di opportunità che qui non trovano.
Il presidente della Camera ha criticato anche il basso livello di esecuzione del bilancio della Comunità Autonoma, evidenziando l’importanza non solo di avere risorse, ma di trasformarle in progetti efficaci e operativi.
Infrastrutture in crisi
Sesé ha inoltre denunciato i problemi nei porti e negli aeroporti, definiti “assolutamente strategici”, citando in particolare l’aeroporto del sud di Tenerife e il porto di Los Cristianos, che a suo giudizio è sovraccarico e necessita di un ampliamento o del trasferimento delle attività a Fonsalía.
Secondo Sesé, questi sono esempi concreti che stanno limitando la capacità di crescita delle Canarie, che potrebbero ottenere risultati economici ben superiori.
Rischi e incertezze
Ha poi avvertito che nel terzo trimestre dell’anno si è registrato un calo della fiducia imprenditoriale nell’Arcipelago (-2,1%), dovuto anche a fattori stagionali, ma che si somma a una serie di rischi economici.
Tra i principali, ha menzionato:
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La proroga dei Bilanci Generali dello Stato.
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Il ritardo nella riforma del sistema di finanziamento regionale.
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La scarsa esecuzione dei fondi europei Next Generation.
In questo contesto, Sesé ha evidenziato che le Canarie dipendono più di altre regioni dai trasferimenti statali, e ha espresso preoccupazione per possibili concessioni a favore della Catalogna o dei Paesi Baschi, che potrebbero svantaggiare l’Arcipelago.
Energia e trasporti: altre criticità
Ha inoltre descritto come “grave” la situazione energetica nelle isole di Tenerife e La Palma, dove i frequenti blackout e il collasso delle infrastrutture minacciano l’attività economica.
Ha infine criticato la recente eliminazione degli sconti sulle tasse aeroportuali per le Canarie, ritenendola una misura che danneggia la connettività aerea e la competitività turistica dell’arcipelago.
Crescita sì, ma insufficiente
Nonostante tutte queste criticità, Sesé stima che le Canarie possano chiudere il 2025 con una crescita del PIL del 3%, uno dei tassi più alti del Paese, trainato principalmente dal turismo.
Tuttavia, ha ribadito che le isole crescono al di sotto delle proprie possibilità e ha chiesto una maggiore collaborazione pubblico-privata, un piano di investimenti strutturali e un forte impulso ai settori emergenti, come l’economia blu, l’innovazione e le energie rinnovabili.
Infine, la direttrice della Camera di Commercio, Lola Pérez, ha precisato che, nonostante il calo dell’indicatore di fiducia imprenditoriale nel terzo trimestre, si tratta di una variazione stagionale tipica che non altera la previsione generale di ripresa economica.

