Un’importante svolta è arrivata dalla Commissione Affari Sociali della Camera: è stata approvata la proposta di legge dell’on. Andrea Di Giuseppe (FdI) che mira a garantire l’accesso al Servizio Sanitario Nazionale anche agli iscritti AIRE, ovvero gli italiani residenti all’estero. Il prossimo passaggio spetta ora al Parlamento, ma il cammino intrapreso lascia ben sperare.
Verso il ripristino di un diritto fondamentale
Attualmente, chi sceglie di trasferirsi all’estero e si registra all’AIRE perde il diritto all’assistenza sanitaria in Italia. Una lacuna normativa che da anni penalizza milioni di cittadini e che, finalmente, potrebbe essere colmata. Il disegno di legge, approvato lo scorso 9 aprile in Commissione, rappresenta un passo deciso verso il riconoscimento di un diritto essenziale.
Un “atto di civiltà” per sei milioni di italiani
“È una giornata importante per gli italiani nel mondo”, ha commentato l’on. Di Giuseppe, eletto nella circoscrizione America Settentrionale e Centrale. “Restituire loro la possibilità di accedere alla sanità pubblica italiana significa colmare una grave ingiustizia e contrastare fenomeni di elusione. È una questione di equità e di rispetto.”
L’iter non è stato semplice e ha richiesto una stretta collaborazione tra istituzioni: il Ministero della Salute, il MEF, il sottosegretario Marcello Gemmato e diversi parlamentari, tra cui l’on. Luciano Ciocchetti, hanno contribuito in modo determinante al raggiungimento di questo traguardo.
Un’opportunità anche per il sistema sanitario nazionale
Oltre all’impatto sociale, la misura potrebbe avere importanti ricadute economiche. Si stima infatti che, coinvolgendo una platea di oltre 6 milioni di cittadini, l’iscrizione degli italiani all’estero al SSN possa generare entrate significative. Il contributo economico che sarà richiesto agli iscritti è ancora in fase di definizione, ma si parla già di un potenziale gettito da miliardi di euro: un sostegno non trascurabile per la sanità pubblica italiana.

