Il turismo sanitario all’estero, in particolare quello dentale, continua ad attirare pazienti italiani per i suoi costi competitivi. Tuttavia, episodi come quello di Simone Del Vecchio, un 37enne di Barletta, sollevano interrogativi sulla sicurezza e l’affidabilità di queste pratiche. Dopo un intervento odontoiatrico in Albania in cui gli sono stati estratti venti denti in un’unica sessione, Simone è stato ricoverato in ospedale per otto mesi a causa delle gravi complicazioni.
La sorella di Simone ha denunciato pubblicamente l’accaduto, sottolineando che il fratello ha subito un intervento invasivo presso una clinica albanese. Dopo l’operazione, Simone è stato costretto a ricoverarsi al Policlinico di Bari, dove si trova in gravi condizioni. Il caso ha acceso i riflettori sui rischi del turismo dentale, che promette interventi a basso costo ma spesso con standard medici discutibili.
Secondo gli esperti, interventi come l’estrazione multipla dei denti in una sola seduta possono causare danni irreversibili, tra cui infezioni, compromissione della capacità masticatoria e gravi problemi di salute generale. Sebbene l’Albania sia una meta popolare per il turismo dentale, mancano spesso controlli rigorosi sugli operatori e sui protocolli adottati.
Episodi simili si sono verificati in altri contesti internazionali. Ad esempio, in Turchia, un paziente ha subito un errore medico durante l’inserimento di un impianto dentale, con una vite che ha perforato il cranio. Anche in quel caso, il costo ridotto si è tradotto in un rischio altissimo per la salute
Il turismo dentale è favorito dai costi elevati dei trattamenti in Italia, dove una singola protesi può costare migliaia di euro. Cliniche in Albania, Turchia e altri paesi offrono pacchetti completi, spesso inclusivi di viaggio e alloggio, a prezzi molto inferiori. Tuttavia, tali vantaggi economici possono nascondere insidie, come la mancanza di garanzie sulla qualità degli interventi.
La famiglia Del Vecchio sta valutando azioni legali, ma l’applicazione della giustizia in casi di turismo sanitario transfrontaliero è complessa. In Italia, i pazienti possono denunciare episodi di malasanità, ma perseguire strutture o medici stranieri richiede l’intervento delle autorità locali e la cooperazione internazionale.

