Il governo e i sindacati concordano sull’aumento del Salario Minimo Interprofessionale (SMI) del 5%, portandolo a 1.134 euro.
Il salario minimo interprofessionale (SMI) aumenterà del 5% nel 2024. Passerà dagli attuali 1.080 euro mensili in quattordici pagamenti a 1.134 euro. Questo è quanto concordato dal Ministero del Lavoro con i sindacati CCOO e UGT.
Il segretario di Stato del Lavoro, Joaquín Pérez Rey, ha annunciato la decisione al termine della riunione tenutasi questa mattina con i rappresentanti sindacali per comunicare loro la decisione del governo in merito al SMI, decisione derivante dai colloqui avuti con loro a partire dal mese di dicembre.
Le organizzazioni imprenditoriali CEOE e Cepyme non hanno aderito all’accordo, ritenendo che le loro richieste di collegare l’SMI ai contratti pubblici e di stabilire incentivi per il settore agricolo non siano state prese in considerazione.
Aumento “più ambizioso”
Sia il Ministero del Lavoro che CCOO e UGT erano disposti a firmare un aumento del 4% se le organizzazioni imprenditoriali si fossero unite a un accordo tripartito. Il Ministero e i sindacati avevano già dichiarato che, nel caso in cui non si unissero, l’aumento sarebbe stato “più ambizioso” rispetto a quel 4% iniziale. I sindacati chiedevano un aumento del 5% per il SMI del 2024 (54 euro in più rispetto ai 1.080 euro del 2023), ed è questo l’aumento che è stato infine concordato.
Anche la CEOE non si è unita agli aumenti del SMI del 2022 e del 2021 concordati dal governo di Pedro Sánchez con CCOO e UGT, ma ha invece concordato con loro l’incremento del 2020, quando è passato da 900 a 950 euro mensili.
All’inizio dell’anno scorso, il governo concordò con i sindacati un aumento del 8% per il Salario Minimo Interprofessionale (SMI) nel 2023. Il loro impegno per questa legislatura è quello di stabilire, per legge, che questa retribuzione minima deve essere sempre equivalente al 60% del salario medio.
Evoluzione del Salario Minimo Interprofessionale


