Ruba 21.000 euro all’azienda e se la cava con 6 mesi: scandalo a Tenerife
Una ex dipendente di una nota catena di distribuzione alimentare a Tenerife è stata condannata a soli sei mesi di carcere dopo aver ammesso di essersi appropriata di 21.000 euro incassati dai clienti e mai versati all’azienda. La pena, concordata tramite patteggiamento, ha evitato il processo e ha drasticamente ridotto la richiesta iniziale della Procura, che era di sette anni di prigione.
L’imputata, che lavorava come agente commerciale e riceveva pagamenti dai clienti per conto dell’azienda, tratteneva il denaro per sé falsificando la documentazione interna. Il sistema è andato avanti fino a quando il reparto contabilità non ha scoperto discrepanze sistematiche tra le fatture risultate “pagate” e le reali entrate aziendali.
Il totale sottratto è stato quantificato in oltre 21.300 euro, cifra che la donna dovrà restituire come condizione per evitare il carcere effettivo. La condanna, infatti, resta sospesa: non andrà in prigione se non commetterà altri reati nei prossimi tre anni.
La vicenda ha sollevato polemiche anche fuori dall’azienda, dove molti definiscono “irrisoria” la pena inflitta in rapporto al danno economico e alla durata della truffa.
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