Il ministro costretto ad aprire a un “miglioramento” del testo dopo la levata di scudi di Bruxelles e delle società. Un altro ripensamento dopo quello andato in scena sui taxi
ROMA – Il governo dei buoni propositi, il governo dei ripensamenti. Sul prelievo alle banche, sui benzinai, poi sui taxi, adesso sul caro voli, l’esecutivo mette in campo delle soluzioni. Ma subito dopo media, arretra, si riposiziona.
Succede, puntualmente, anche per gli aerei. Neanche il tempo di varare il decreto che punta a imbrigliare le tariffe dei viaggi lunedì, e subito il ministro Adolfo Urso (Imprese) apre a un “miglioramento” del testo.

