Il 2025 si preannuncia un anno significativo dal punto di vista fiscale in Spagna, uno dei paesi europei con il più alto tasso di adozione di Bitcoin (BTC) e criptovalute. In questo paese, noto per la sua rigorosa regolamentazione fiscale sui cripto-asset, gli investitori che hanno venduto le proprie criptovalute sono obbligati a dichiarare i relativi guadagni o perdite.
Quest’anno tale obbligo non solo rimane in vigore, ma si intensifica, rendendo cruciale per i contribuenti dichiarare correttamente le loro operazioni con criptovalute, poiché il governo spagnolo avrà accesso completo a queste informazioni.
La Spagna ha registrato una crescita costante nell’adozione delle criptovalute, posizionandosi al 25° posto tra i paesi che utilizzano maggiormente questi asset digitali, secondo i dati di Chainalysis. La comunità di utenti è in continua espansione, spingendo le autorità a rafforzare i controlli fiscali.
Per chiarire gli obblighi fiscali di quest’anno per coloro che hanno venduto criptovalute, CriptoNoticias ha intervistato Jesús Lorente, economista e revisore fiscale specializzato in criptovalute, nonché direttore esecutivo della società di consulenza spagnola CL Cripto.
Le tre imposte chiave
Secondo Lorente, la prima tassa che i residenti in Spagna devono dichiarare se hanno investito in Bitcoin o altre criptovalute e le hanno vendute è l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPF), relativa all’anno fiscale 2024. La dichiarazione di questo tributo è prevista per giugno 2025.
Secondo l’esperto, i contribuenti “devono organizzare con precisione tutta la documentazione relativa ai movimenti del 2024”, affinché, al momento della dichiarazione, il processo sia il più semplice possibile.
“Di solito è complicato perché esistono exchange centralizzati e decentralizzati, piattaforme DeFi… Unificare tutto è difficile. Per questo conviene prepararsi in anticipo”, ha aggiunto Lorente, sottolineando la complessità di gestire le transazioni tra le diverse piattaforme di scambio e finanza decentralizzata.
La seconda tassa da dichiarare in Spagna nel 2025 per evitare problemi con il Ministero delle Finanze (Hacienda) è l’Imposta sul Patrimonio, la cui dichiarazione è anch’essa prevista per giugno 2025.
“Si devono dichiarare tutti i beni posseduti fino al 31 dicembre, comprese le criptovalute conservate in wallet privati o exchange, sia in Spagna che all’estero. Si effettua una valutazione dell’intero patrimonio, inclusi persino gli NFT”, spiega Lorente.
Un’altra imposta rilevante per il 2025 è il Modello 721, che deve essere presentato entro marzo 2025 all’Agenzia Tributaria spagnola.
“Questo modulo si presenta in base al saldo detenuto su exchange fino al 31 dicembre 2024. Se un utente possiede più di 50.000 euro in piattaforme di scambio non registrate in Spagna, dovrà obbligatoriamente dichiararlo”, avverte Lorente.
Controlli più rigidi
Jesús Lorente prevede che quest’anno i controlli da parte dell’Agenzia Tributaria spagnola saranno più severi, poiché per la prima volta il governo avrà accesso a tutte le informazioni relative a vendite, saldi e acquisti effettuati su exchange spagnoli nel 2024.
“Quest’anno Hacienda saprà esattamente quanto ha venduto ciascun contribuente e, se queste transazioni non verranno dichiarate correttamente, sarà facile ricevere richieste di chiarimenti e notifiche. Questo è il primo anno in cui Hacienda possiede il 100% delle informazioni sugli exchange spagnoli”, sottolinea l’esperto.
“Di conseguenza, il controllo sarà totale. È probabile che vengano inviate molte richieste di chiarimenti e notifiche ai contribuenti che non abbiano dichiarato correttamente le proprie operazioni nella dichiarazione dei redditi”, avverte.
Lorente sottolinea l’importanza di una dichiarazione accurata per evitare problemi con il fisco:
“Dichiarare correttamente è fondamentale. Chi non lo fa potrebbe ricevere richieste di chiarimento, con il rischio di sanzioni e interessi di mora. Conviene dunque essere meticolosi”, afferma.
Questa raccomandazione è condivisa anche dall’economista fiscale José Antonio Bravo, il quale l’anno scorso ha suggerito di fornire “tutte le informazioni possibili” all’Agenzia Tributaria spagnola. La mancanza di documentazione o il mancato riscontro alle richieste dell’ente fiscale possono infatti comportare pesanti sanzioni economiche, come segnalato da CriptoNoticias.
Jesús Lorente evidenzia che il controllo sarà capillare e che il governo spagnolo non intende perdere le entrate derivanti dalla tassazione dei guadagni nel settore delle criptovalute, soprattutto in previsione del possibile mercato rialzista nel 2025.
A partire da aprile 2024, Hacienda ha iniziato a raccogliere informazioni sugli investitori in criptovalute, inviando circa un milione di notifiche a utenti identificati attraverso le dichiarazioni dei Modelli 172 e 173, obbligatori per chi possiede conti su exchange centralizzati con sede fiscale in Spagna e registrati presso la Banca di Spagna.
Con questo scenario, il 2025 si prospetta un anno cruciale per garantire la conformità fiscale nel settore delle criptovalute in Spagna, dove il controllo dettagliato dei movimenti da parte di Hacienda potrebbe tradursi in una maggiore pressione fiscale per i contribuenti che non agiranno con trasparenza.

