L’indagine avviata dal Ministero dei Consumatori lo scorso ottobre contro diverse agenzie immobiliari, a seguito della rilevazione di pratiche illegali, è ancora in corso. Nel frattempo, il dipartimento guidato da Pablo Bustinduy ha già aperto un procedimento sanzionatorio nei confronti di Alquiler Seguro, in seguito all’evidenza che l’agenzia impone agli inquilini clausole illegali, come il pagamento di commissioni per la gestione. Si tratta di una strategia adottata da alcune piattaforme per aggirare il divieto del cosiddetto “mese d’agenzia”, proibito dalla Legge statale sull’Abitazione e denunciato da tempo dalle associazioni di consumatori.
Per il momento, il Ministero dei Consumatori ha solo rivelato che si tratta di una “grande agenzia immobiliare che opera su tutto il territorio nazionale”. Tuttavia, è stata la stessa Alquiler Seguro ad ammettere di aver ricevuto il procedimento, dichiarando di doverlo “analizzare” per comprenderne l’interpretazione. Il CEO di Alquiler Seguro, David Caraballo, ha affermato giovedì che il procedimento è ancora in una fase “iniziale”. “Siamo molto trasparenti e, naturalmente, dimostreremo alla pubblica amministrazione la correttezza del nostro operato”, ha dichiarato, lasciando comunque aperta la possibilità di sottoporre i propri protocolli a revisione.
Le denunce delle associazioni dei consumatori
La Direzione Generale del Consumo ha avviato le proprie indagini in seguito alle segnalazioni del Sindacato degli Inquilini, di Facua Consumidores en Acción e dell’Organizzazione dei Consumatori e degli Utenti (OCU). In particolare, queste associazioni hanno evidenziato violazioni legate all’addebito di commissioni per la gestione dell’affitto, all’obbligo di stipulare un’assicurazione e all’imposizione di servizi non richiesti.
Il Sindacato degli Inquilini ha puntato il dito direttamente contro Alquiler Seguro, accusandola di adottare “pratiche apertamente contrarie alla legalità in modo sistematico”, come il “prelievo di onorari, l’inserimento di clausole abusive nei contratti e la violazione del diritto di recesso, tra le altre”. Tra i vari esempi, l’associazione ha segnalato anche la presenza nei contratti di clausole che impongono un indice di aggiornamento superiore ai limiti di legge.
Le possibili sanzioni
L’apertura di un procedimento sanzionatorio non implica automaticamente una multa, ma rappresenta il primo passo. L’attuale normativa consente all’agenzia immobiliare di presentare osservazioni prima che la Direzione Generale del Consumo stabilisca l’entità della sanzione, che, in base alla Legge Generale per la Difesa dei Consumatori e degli Utenti, potrebbe variare da una multa di 100.000 euro per infrazioni gravi fino a un milione di euro per violazioni molto gravi.
Il Sindacato degli Inquilini ha sottolineato che questa decisione “spiana la strada a cause legali contro Alquiler Seguro” per il continuo addebito di commissioni agli inquilini, nonostante la legge preveda che tali costi debbano essere sostenuti dai proprietari dal momento dell’entrata in vigore della normativa sugli affitti. Inoltre, l’associazione accusa l’azienda di utilizzare una “retorica pomposa di criminalizzazione degli inquilini e di ‘protezione del proprietario'” per mascherare una truffa sistematica che ha colpito anche i locatori. Infatti, secondo le indagini, l’agenzia avrebbe richiesto somme di denaro a titolo di “garanzia aggiuntiva” che, in realtà, non tutelavano affatto i proprietari, ma venivano trattenute direttamente dall’azienda.
Il pugno duro del Ministero dei Consumatori
Il Ministero dei Consumatori ha già dimostrato in passato la sua determinazione nell’applicare sanzioni a grandi aziende per pratiche scorrette. A novembre, ha inflitto multe per un totale di 179 milioni di euro a cinque compagnie aeree low-cost, di cui 107 milioni a Ryanair, per pratiche abusive. È stata la prima volta che l’amministrazione ha imposto sanzioni per infrazioni molto gravi nel settore dei consumi, inviando un chiaro messaggio: il governo intende esercitare la propria autorità contro “grandi aziende che si sono abituate a dettare le regole del mercato”, come dichiarò Bustinduy in un’intervista a elDiario.es.
Già allora, il ministro avvertiva che “il settore immobiliare sta funzionando come un’aspirapolvere di ricchezza, assorbendo ogni miglioramento nella distribuzione del reddito e nella redistribuzione dei salari in Spagna”. Secondo Bustinduy, il mercato degli affitti, regolato da logiche speculative e orientate al profitto, sta trasformando la locazione in un fattore di esclusione sociale e povertà.
Il Ministero dei Consumatori vuole far valere le proprie competenze per affrontare questa vulnerabilità che colpisce migliaia di inquilini in un momento di forte crisi abitativa. Oltre al procedimento aperto contro Alquiler Seguro e alle indagini in corso su altre agenzie per le stesse irregolarità, il ministero sta monitorando anche i grandi operatori del settore degli affitti turistici per individuare possibili “pratiche ingannevoli”, come il farsi passare per privati quando, in realtà, sono società.
Altre indagini: Airbnb nel mirino
Nel frattempo, la Direzione Generale del Consumo ha avviato un altro procedimento sanzionatorio contro Airbnb, dopo che la piattaforma si è rifiutata di rimuovere migliaia di annunci di appartamenti turistici privi di licenza o senza una chiara indicazione della loro regolarità. Il ministero non ha divulgato i nomi delle aziende sotto inchiesta, ma in questo caso è stata la stessa Airbnb ad ammettere di essere oggetto del procedimento, dichiarando di essere “profondamente in disaccordo” con la decisione. La piattaforma sostiene infatti di chiedere sempre agli host di confermare di possedere i permessi necessari e di rispettare le normative locali.
Nel frattempo, il Ministero dei Consumatori ha individuato oltre 15.000 appartamenti turistici illegali a Madrid e ha chiesto al sindaco José Luis Martínez-Almeida di adottare provvedimenti sanzionatori contro i responsabili.

