19 de Aprile de 2024 17:08

Perché la soglia dei 35.200 euro è importante per la dichiarazione dei redditi 2022-23?

A partire da 35.200 euro si applica il quarto scaglione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, il che significa che l’imposta alla fonte da pagare è più alta.

Questo limite ha effetto anche sulla dichiarazione dei redditi del prossimo anno.

I contribuenti spagnoli possono presentare la dichiarazione dei redditi dall’11 aprile, ma l’Agenzia delle Entrate ha mantenuto aperto il termine fino al 30 giugno.

Presentando l’Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPF), i contribuenti devono dichiarare tutti i loro guadagni e beni corrispondenti al 2022, che è l’anno in cui devono presentare la dichiarazione quest’anno.

La prima cosa da sapere è che l’IRPF è un’imposta progressiva (più si guadagna, più si deve pagare) e tassa praticamente tutti i redditi percepiti durante l’anno: stipendio, pensione (anche se alcuni sono esenti), guadagni ottenuti dall’affitto di un appartamento, se si è ricevuto un compenso…

Quindi, a seconda dell’origine del reddito, il Tesoro lo raggruppa come reddito da lavoro o da risparmio.

A questo reddito totale si possono poi applicare delle detrazioni, lasciando come risultato finale il reddito netto imponibile, noto anche come “base IRPF”.

Su questa base si applica l’aliquota effettiva, che varia a seconda della situazione del contribuente: se ha figli, se è sposato, se è disabile, ecc.

Come posso conoscere le trattenute?
Attraverso gli scaglioni dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, che vengono applicati, come spiegato sopra, al reddito imponibile generale per mezzo di percentuali (aliquote).

Qui si capisce che l’imposta è progressiva, perché meno si è guadagnato, meno percentuale prende lo Stato.

Si tratta delle trattenute che, mese per mese, vengono versate all’erario, detraendo dallo stipendio la percentuale corrispondente.

La barriera dei 35.200 euro di imposta sul reddito delle persone fisiche
A seconda del reddito totale percepito durante l’anno, si entrerà a far parte di uno o dell’altro scaglione, ognuno dei quali prevede una percentuale da applicare come imposta sul reddito delle persone fisiche.

A partire da 35.200 euro si inizierà a far parte del quarto scaglione, quando si inizierà a notare l’aumento delle ritenute in base al proprio reddito.
Questi sono gli scaglioni IRPF in base al reddito, anch’essi applicati progressivamente:

Da 0 a 12.450 euro: 19%. 
Da 12.450 a 20.2000 euro: 24%.
Da 20.200 a 35.200 euro: 30%.
Da 35.200 a 60.000 euro: 37%.
Da 60.000 a 300.000 euro: 45%. 
Oltre 300.000 euro: 47%. 

Cosa significa che viene applicata progressivamente?
Come spiega TaxDown, con un esempio pratico, una persona che guadagna 21.000 euro non dovrà pagare il 30% dello stesso in tasse.

Al contrario, pagherà i primi 12.450 euro con un’aliquota del 19%; i successivi 7.750 euro in base al secondo scaglione, con una ritenuta del 24%; e il resto sarà applicato in base al terzo scaglione, con un’aliquota del 30%.

Seguendo questo criterio, se è stato trattenuto di più, la dichiarazione dei redditi verrà restituita.

Se invece si è trattenuto meno del dovuto, si dovrà pagare.

Allo stesso modo, va ricordato che una parte dell’IRPF viene ceduta alle comunità autonome, che hanno anch’esse le loro detrazioni.

Il nuovo limite di 35.200 euro nel 2023
Alla fine del 2022 è stata annunciata la bozza di riforma della normativa IRPF, in base alla quale i lavoratori che guadagnano meno di 35.200 euro lordi all’anno saranno soggetti a ritenute più basse nel 2023.

Ciò è dovuto alla riduzione dell’imposta per i redditi fino a 21.000 euro e all’aumento da 14.000 a 15.000 euro dello stipendio annuo lordo per il quale sono tenuti a pagare questa imposta.

Pertanto, con questo adeguamento, i contribuenti con redditi compresi tra 21.000 e 55.200 euro che devono pagare l’imposta dovranno versare un po’ di più all’erario.

Allo stesso modo, per coloro che ricevono un rimborso sulla dichiarazione dei redditi, anche la ritenuta che verrà loro restituita sarà inferiore, poiché in entrambi i casi avranno goduto di una ritenuta inferiore a quella a cui avevano diritto nel 2023.

Anche se ciò riguarderà la dichiarazione dei redditi del prossimo anno e non quella che si sta presentando ora.

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