Dal 1° gennaio 2027 l’età per andare in pensione salirà a 67 anni e 3 mesi, in base al meccanismo automatico previsto dalla Legge Fornero e all’aumento della speranza di vita certificato dall’Istat. Si tratta di un adeguamento che comporterà un risparmio per lo Stato stimato in circa tre miliardi di euro a regime, ma che avrà un impatto significativo su centinaia di migliaia di lavoratori. Per questo motivo il governo sta valutando la possibilità di introdurre una “sterilizzazione selettiva” dell’aumento, limitando lo scatto solo a determinate categorie.
Secondo le prime ipotesi, l’esecutivo potrebbe decidere di escludere dall’aumento chi avrà già compiuto 64 anni entro il 2027, evitando così che questi lavoratori debbano attendere ulteriori tre mesi per accedere alla pensione. Un’altra possibilità allo studio riguarda le categorie considerate più fragili, come i lavoratori precoci o coloro che svolgono mansioni usuranti, che potrebbero beneficiare di un’esenzione parziale o totale. C’è anche chi propone un incremento graduale distribuito su più anni, in modo da attenuare l’impatto immediato dello scatto.
Le stime parlano di circa 170.000 lavoratori che, in assenza di correttivi, saranno direttamente interessati dall’aumento dell’età pensionabile. Si tratta soprattutto di persone che, pur avendo maturato i contributi necessari, non avranno ancora raggiunto i 64 anni nel 2027. La sterilizzazione, se approvata, potrebbe invece riguardare solo una piccola parte della platea, stimata intorno al 3% del totale.
Il tema resta però complesso. Bloccare l’aumento per tutti costerebbe troppo alle casse pubbliche, mentre una misura selettiva solleva questioni di equità tra categorie di lavoratori. Determinare chi merita la tutela e chi no non è semplice, perché le carriere lavorative in Italia sono molto diverse tra loro per durata, condizioni e tipologia di contratto. Inoltre, rinviare gli adeguamenti potrebbe portare a un cosiddetto “scalone differito”, cioè un aumento più brusco nei prossimi anni, con effetti ancora più pesanti sulle generazioni future.
La discussione è aperta e dovrebbe entrare nel vivo con la prossima Legge di Bilancio. Il governo dovrà decidere se intervenire subito per mitigare gli effetti della Legge Fornero o lasciare che il meccanismo automatico prosegua, in un equilibrio difficile tra sostenibilità finanziaria e giustizia sociale.

