Sarebbe stato un incontro casuale quello tra Paolo Taormina, 21 anni, e Gaetano Maranzano, 28 anni, la notte scorsa nel cuore della movida palermitana. Il giovane è stato ucciso in piazza Spinuzza, a pochi passi dal Teatro Massimo, mentre stava lavorando nel locale dei genitori, lo “Skruscio”. Secondo una prima ricostruzione, Taormina sarebbe intervenuto per sedare una rissa scoppiata tra alcuni ragazzi, uno dei quali era già finito a terra. All’arrivo dei carabinieri e dei soccorsi, per il ventunenne non c’era più nulla da fare: sarebbe stato colpito alla fronte da un proiettile.
La confessione di Maranzano e il movente
Il presunto assassino, Gaetano Maranzano, è stato rintracciato nel rione Uditore, nella sua abitazione, dove si trovava con la compagna. Durante l’interrogatorio ha confessato di aver ucciso Taormina, sostenendo che tra i due ci fosse stato un precedente: la vittima, a suo dire, avrebbe in passato importunato la sua ragazza. La notte dell’omicidio, vedendolo coinvolto nella rissa, Maranzano avrebbe deciso di affrontarlo e colpirlo.
Dubbi sulla dinamica
I testimoni presenti hanno raccontato che uno dei ragazzi coinvolti avrebbe estratto una pistola e sparato a bruciapelo contro Taormina, prima di fuggire insieme agli altri a bordo di scooter. Tuttavia, gli investigatori mantengono cautela: non tutte le versioni coincidono e si stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona. Al momento, non è escluso che il giovane possa essere stato ucciso con un’arma da taglio, e non da un colpo di pistola, come inizialmente ipotizzato.
La “Champagneria”, cuore della movida violenta
L’omicidio è avvenuto nella zona conosciuta come “Champagneria”, tra via Maqueda e via Roma, una delle aree più frequentate della movida palermitana. Qui, ogni weekend, migliaia di giovani si ritrovano davanti ai locali per bere e socializzare, ma non mancano episodi di violenza e risse. Le forze dell’ordine effettuano spesso controlli e operazioni di sicurezza, come i blitz “Alto impatto”, con identificazioni e sanzioni ai gestori dei locali per occupazione abusiva di suolo pubblico e altre irregolarità. Nell’agosto 2024, proprio in via Spinuzza, erano stati fermati due giovani trovati in possesso di una pistola Beretta con matricola abrasa, munizioni, hashish e denaro contante.
Il dolore della madre
Tra lacrime e urla di disperazione, la madre di Paolo Taormina ha espresso tutta la sua sofferenza davanti al locale dove il figlio è stato ucciso:
«Ma come si fa? Mi hanno distrutto la vita. Come si può sparare in testa a un ragazzo? Come faccio a vivere ora? Mi avete tolto la speranza».
Attorno a lei, parenti, amici e tanti giovani ancora increduli per quanto accaduto.
Intanto, alla camera mortuaria del Policlinico di Palermo, dove è stata portata la salma del ventunenne, si sono radunati familiari e conoscenti. L’autopsia, disposta dall’autorità giudiziaria, dovrà stabilire con esattezza la causa della morte e chiarire definitivamente la dinamica dell’omicidio.

