L’Aia, nei Paesi Bassi, è la prima città al mondo a vietare le pubblicità dei combustibili fossili. Il consiglio comunale ha approvato, il 12 settembre, una legge che entrerà in vigore il 1° gennaio 2025, imponendo il divieto di promozione di prodotti e servizi legati ai combustibili fossili e altamente inquinanti. Questo include mezzi di trasporto come le navi da crociera e i voli aerei, le automobili a benzina e le forniture di gas. Si tratta di un passo decisivo per rispondere all’appello lanciato da António Guterres, segretario generale dell’ONU, che aveva richiesto ai governi di vietare la pubblicità delle aziende di combustibili fossili, accusate di contribuire in modo massiccio alla crisi climatica mentre continuano a registrare profitti record.
La decisione dell’Aia
L’Aia è la prima città ad aver preso una posizione così forte, trasformando in legge una proposta che mira a contrastare l’influenza delle aziende del settore Oil&Gas. Questo settore, infatti, viene considerato uno dei principali responsabili dell’inquinamento e del riscaldamento globale, complici anche le campagne pubblicitarie che spesso dipingono queste aziende come impegnate nella sostenibilità, nonostante il loro impatto negativo sull’ambiente.
Il Partito per gli Animali ha avuto un ruolo centrale nella proposta del divieto a livello comunale, sottolineando come l’obiettivo della città sia diventare neutrale dal punto di vista climatico entro il 2030. Secondo Leonie Gerritsen, rappresentante locale del partito, consentire la pubblicità di prodotti legati all’industria dei combustibili fossili sarebbe stato incoerente con questa ambizione.
Il contesto globale e l’appello dell’ONU
L’appello di Guterres si inserisce in un quadro più ampio di iniziative internazionali volte a contrastare la crisi climatica. Egli ha paragonato l’industria dei combustibili fossili a quella del tabacco, sostenendo che vietare la loro pubblicità aiuterebbe a ridurre la disinformazione e a velocizzare la transizione energetica. Le campagne pubblicitarie delle aziende Oil&Gas tendono infatti a promuovere un’immagine “verde” che, secondo diverse ONG, non rispecchia la realtà delle loro attività. L’industria dei combustibili fossili è spesso accusata di ostacolare la crescita delle energie rinnovabili e di minimizzare l’urgenza della crisi ambientale.
In particolare, Guterres ha invitato i governi di tutto il mondo a prendere misure concrete contro queste aziende, ma fino ad oggi sono state soprattutto le amministrazioni locali a rispondere all’appello. L’Aia ha fatto da apripista, ma altre città olandesi come Zwolle e Tilburg stanno pianificando provvedimenti simili, mentre altre municipalità stanno cercando di regolamentare la questione attraverso accordi volontari con le imprese del settore.
Un effetto a catena?
La decisione dell’Aia potrebbe segnare l’inizio di una tendenza globale. Diverse organizzazioni, come Advertising Fossil Free, vedono in questa misura un possibile punto di svolta, capace di generare un effetto domino in altre città e paesi. L’obiettivo è fare pressione sulle aziende perché smettano di investire nella pubblicità come strumento per migliorare la propria immagine, spingendo invece per una reale transizione verso fonti di energia sostenibili.
Se altre città seguiranno l’esempio dell’Aia, potremmo assistere a una crescente mobilitazione a livello locale, che potrebbe influenzare anche le politiche nazionali e internazionali, accelerando l’adozione di misure più drastiche contro i combustibili fossili. Questo tipo di iniziative locali dimostra come le amministrazioni cittadine possano avere un impatto concreto nella lotta contro il cambiamento climatico, fungendo da catalizzatori per il cambiamento globale.

