La scia di sangue scende attraverso le scale fino al box e alla cantina. Abbandonata nel cellophane nero, forse voleva lasciarla tra i rifiuti per fare rimuovere il corpo dagli addetti alla spazzatura. I pm cercano le prove della premeditazione.
Un agguato in casa. L’attesa che Giulia si spostasse dalla cucina al salotto per colpirla di sorpresa, forse di spalle. Senza lasciarle nemmeno il tempo di urlare. È l’ipotesi alla quale lavorano gli inquirenti, che sulla base dei rilievi della sezione Investigazioni scientifiche dei carabinieri, avrebbero fatto emergere nuove contraddizioni nel racconto di Alessandro Impagnatiello, il barman di 30 anni che ha ucciso la compagna Giulia Tramontano, 29 anni, incinta di sette mesi.

