La Banca Centrale Europea (BCE) ha confermato la triste notizia che poche persone avrebbero voluto sentire. L’organismo responsabile della gestione degli affari economici dell’Unione Europea manterrà i tassi di interesse al 4,5%. Ciò influisce direttamente sulle persone che hanno già in corso o stanno pensando di richiedere un mutuo ipotecario. Inoltre, la BCE lascia un futuro incerto su ciò che accadrà nei prossimi mesi. Non tutto è negativo per i piccoli risparmiatori, poiché alcuni indicatori danno segnali positivi.
I tassi di interesse sono percentuali che esprimono il costo e il rendimento dei prestiti o di altri strumenti offerti dalle entità di risparmio. Ciò significa che quando andiamo in banca per chiedere un mutuo, questo indicatore ci dirà quale sarà il costo della nostra richiesta. Più è alto, più valore avrà il nostro prestito in interessi e, viceversa, il prestito sarà restituito con un interesse inferiore se il tasso è più basso. Per un risparmiatore che lascia il suo denaro in banca, il tasso di interesse rappresenta il rendimento generato da quel deposito.
Attualmente, la Banca Centrale Europea (BCE) ha i tassi di interesse più elevati riscontrati dal 2000, superando persino quelli registrati durante la crisi del 2008. Questo aumento è dovuto in parte all’inflazione diffusa dei prezzi in tutta la zona euro, causata dall’incremento delle tariffe di molti paesi esportatori, dagli effetti della guerra in Ucraina e dai conflitti tra Israele e Palestina. Tale situazione sta spingendo i dirigenti della BCE a proteggere l’economia in vista di un incerto 2024, se la situazione non si risolverà rapidamente. Il 4,5% attuale dei tassi di interesse contribuisce ad aumentare le riserve della BCE, permettendole di raccogliere più fondi che successivamente saranno prestati ad altre entità. Maggiore è la richiesta, maggiore deve essere la raccolta.
Qui entra in gioco anche la Riserva Federale degli Stati Uniti, che sta adottando una strategia simile a quella dei suoi colleghi europei, mantenendo i tassi al 5,5%, ma avvisando già di una possibile diminuzione nel 2024.
Come ci colpisce questa decisione della BCE?
Innanzitutto, è importante sottolineare che la BCE ha chiarito che non abbasserà i tassi di interesse almeno “nel breve termine”. Direttamente, la decisione lascia differenti scenari possibili a seconda di come si sviluppa il 2024, ma ciò che è chiaro sono gli effetti della misura. Uno dei più importanti è che l’Euribor rimarrà abbastanza alto, e le persone interessate a chiedere un mutuo per comprare una casa dovranno pagare interessi molto elevati se alla fine gli verrà concesso.
L’Euribor è un altro indicatore, ma in questo caso si riferisce al Tasso Europeo dell’Offerta Interbancaria, ossia al prezzo a cui le entità bancarie europee si prestano denaro reciprocamente. Viene calcolato giornalmente e successivamente si calcola una media mensile. Questo è molto importante e determinerà il tipo di mutuo più conveniente in quel momento. Ci sono tre opzioni:
Fisso: mantiene il tasso di interesse invariato per tutta la durata del prestito
Variabile: l’Euribor viene ricalcolato periodicamente (una o due volte all’anno)
Mista: è una combinazione delle due. Inizialmente utilizza il sistema fisso, ma dopo alcuni anni passa a quello variabile.
Attualmente, a dicembre 2023, l’Euribor si attesta al 3,76%, una cifra che è diminuita nonostante la decisione della BCE. Nel mese di novembre, la media è stata del 4,022%, con picchi del 4,15% in alcuni giorni. Gli esperti avvertono che se la situazione rimane invariata, i mutui subiranno notevolmente nel 2024, ma vedono anche speranze di una possibile diminuzione.

