Milano si conferma la capitale italiana delle multe stradali, superando nettamente Roma sia per importi complessivi che per sanzioni pro capite. Secondo un’analisi del Codacons, riportata dal Messaggero, nei primi nove mesi dell’anno i Comuni italiani hanno incassato complessivamente 1,25 miliardi di euro dalle contravvenzioni, una cifra solo lievemente inferiore a quella dello stesso periodo del 2024.
Nel dettaglio, Milano ha registrato 123 milioni di euro di incassi, quasi il doppio rispetto ai 78,4 milioni della Capitale, dove peraltro il dato è in calo dell’11% rispetto all’anno precedente. Rapportando le somme al numero di abitanti, i milanesi hanno pagato circa 90 euro a testa, mentre per i romani la cifra media si ferma a 28 euro.
Dietro le due metropoli, Firenze conquista il terzo posto con 39,4 milioni di euro, confermandosi tra le città più attive nella lotta alle infrazioni. Sul fronte regionale, la Lombardia guida la classifica con 305,7 milioni di euro incassati, seguita da Toscana (131,4 milioni) ed Emilia-Romagna (129 milioni). Fanalino di coda la Valle d’Aosta, che non supera i 2 milioni.
Interessanti anche i dati sui comuni più piccoli: quelli con meno di 5.000 abitanti hanno raccolto complessivamente circa 70 milioni, cifra che cresce progressivamente fino a superare i 215 milioni per i centri con una popolazione compresa tra 60.000 e 250.000 residenti.
Un capitolo a parte riguarda gli autovelox, sempre più diffusi sulle strade italiane. Secondo le stime, questi dispositivi generano da soli oltre 62 milioni di euro di entrate ogni anno, con un forte incremento in alcune regioni. In particolare, il Molise ha registrato un aumento record dell’86% rispetto all’anno scorso, seguito dalla Sardegna (+22%) e dall’Umbria (+18%).
Il dato complessivo conferma come le multe rappresentino ormai una voce importante nei bilanci comunali. Ma dietro agli incassi record, restano aperte le polemiche: da un lato chi chiede maggiore trasparenza sull’uso dei proventi, dall’altro chi teme che le sanzioni vengano usate più per fare cassa che per migliorare davvero la sicurezza stradale.
