Alla scuola elementare «Battisti» di Mestre, storicamente impegnata nell’integrazione, il nuovo anno scolastico si apre con un dato che fa discutere: su 61 nuovi iscritti, soltanto 2 sono figli di famiglie italiane da più generazioni, mentre 59 provengono da contesti migratori.
Il consiglio d’istituto, guidato da Carlo Pagan, ha sollevato la questione con il Corriere della Sera: «Da tempo evidenziamo come la concentrazione quasi monoculturale di studenti non italofoni meriti una riflessione a livello cittadino. La Battisti è sempre stata un’eccellenza, sia per la qualità dell’offerta formativa, sia per la capacità di accogliere i neo arrivati. Ma il rischio è che venga meno il principio stesso di integrazione, senza più un adeguato equilibrio tra italofoni e stranieri».
Un mosaico di lingue e culture
L’istituto ha accolto negli anni alunni provenienti da oltre 40 nazionalità, riflettendo le trasformazioni migratorie del Veneto, regione attrattiva per il lavoro soprattutto nell’accoglienza. Tra i progetti proposti, anche corsi di lingua bengali: iniziativa che aveva fatto discutere, ma che – come spiegava Paolo Balboni, docente di Lingue a Ca’ Foscari – «aiuta i ragazzi a consolidare la prima lingua e quindi a imparare meglio l’italiano».
Le scelte delle famiglie italiane
Il quartiere in cui si trova la scuola è oggi abitato prevalentemente da famiglie immigrate, che scelgono la Battisti anche per la vicinanza. Molti genitori italiani, invece, preferiscono spostare i figli in altri istituti cittadini, sfruttando la libertà di scelta scolastica al di là del criterio di prossimità.
Vannacci all’attacco
La vicenda è diventata anche un caso politico. Il generale Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega, ha commentato: «Ormai agli italiani non resta che la via delle scuole private se vogliono garantire ai propri figli un’educazione decente». Secondo Vannacci, i cittadini italiani si troverebbero «a pagare due volte: con le tasse che finanziano la scuola, la sanità e i sussidi per gli stranieri, e con le rette delle scuole private». Sul suo profilo X ha sintetizzato la polemica con una frase destinata a far discutere: «Finiremo per diventare stranieri in patria».

