MELONI VISITA GLI AGENTI FERITI A TORINO DOPO GLI SCONTRI PER ASKATASUNA
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata questa mattina all’ospedale Molinette di Torino per incontrare due agenti delle forze dell’ordine rimasti feriti negli scontri scoppiati sabato sera durante la manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna.
La visita, avvenuta in forma privata e durata circa dieci minuti, è stata compiuta senza rilasciare dichiarazioni pubbliche sul posto. Con la premier era presente anche il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.
Una manifestazione che era iniziata in modo pacifico si è rapidamente trasformata in guerriglia urbana con gravi scontri tra gruppi di manifestanti e le forze dell’ordine. Secondo i dati ufficiali, oltre 100 appartenenti alle forze dell’ordine sono rimasti feriti durante gli scontri: tra questi 96 poliziotti, 7 finanzieri e 5 carabinieri.
Uno dei casi più gravi riguarda un poliziotto di 29 anni del reparto mobile di Padova, accerchiato e colpito ripetutamente con pugni, calci e martellate da un gruppo di manifestanti: un fatto che ha suscitato shock in tutta Italia.
Le parole di Meloni: “Tentato omicidio, non protesta”
Dopo la visita all’ospedale, Meloni ha pubblicato un lungo messaggio sui suoi canali social, in cui ha descritto gli eventi con toni duri:
“Questi non sono manifestanti, sono criminali organizzati” ha scritto, sostenendo che contro le forze dell’ordine siano stati impiegati martelli, molotov, bombe carta ripiene di chiodi e oggetti contundenti di vario genere.
“Quando si colpisce qualcuno a martellate si chiama tentato omicidio”, ha aggiunto, sottolineando come non si possa definire quanto avvenuto una semplice protesta.
La presidente del Consiglio ha anche espresso fiducia nella magistratura, chiedendo che valuti gli episodi per quello che sono.
Meloni ha poi annunciato di aver convocato una riunione di governo per lunedì mattina, con l’obiettivo di affrontare le minacce all’ordine pubblico e valutare nuovi provvedimenti nell’ambito del decreto sicurezza.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha parlato di “bande armate come nella guerriglia urbana” e ha definito i manifestanti violenti.
Alcuni esponenti della maggioranza, come Matteo Salvini, hanno invocato un pacchetto sicurezza più duro e “tolleranza zero” contro chi usa violenza nei cortei.
Anche figure istituzionali come il presidente Sergio Mattarella hanno espresso solidarietà agli agenti feriti, sottolineando la gravità dei fatti.
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