LuGre è il ricevitore satellitare che promette di rivoluzionare le missioni lunari grazie alla sua capacità di determinare con precisione la posizione delle sonde spaziali, aprendo nuove possibilità per l’esplorazione del nostro satellite.
Questa innovazione italiana è stata lanciata oggi a bordo del razzo Falcon 9 di SpaceX, decollato dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, alle 7:11 del fuso orario italiano. Insieme al lander statunitense Blue Ghost e al rover giapponese Resilience, LuGre raggiungerà la superficie lunare tra 46 giorni. Si tratta di un ricevitore GPS che segnerà un record assoluto: sarà il primo strumento a captare segnali satellitari a una distanza mai raggiunta prima. Fino a oggi, infatti, il massimo risultato era stato ottenuto da una sonda NASA, che aveva rilevato segnali fino a metà della distanza tra la Terra e la Luna.
Grazie al Lunar GNSS Receiver Experiment (questo il nome completo), sarà possibile monitorare con estrema precisione la posizione delle sonde spaziali, un elemento fondamentale per il successo delle future missioni lunari.
Un’eccellenza tecnologica made in Italy
LuGre rappresenta un motivo di orgoglio per l’Italia. È stato sviluppato dall’azienda Qascom di Bassano del Grappa (Vicenza) per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e ha visto la collaborazione del Politecnico di Torino. Il ricevitore è dotato di un software Defined Radio Receiver, in grado di misurare con estrema precisione la posizione nello spazio e di ricevere segnali di radionavigazione dai sistemi GPS (americano) e Galileo (europeo), anche ben oltre le loro orbite.
Questa sensibilità straordinaria consente a LuGre di rilevare segnali 10.000 volte più deboli rispetto a quelli che normalmente raggiungono la superficie terrestre. Una tecnologia unica al mondo, che sottolinea la capacità italiana di sviluppare soluzioni di alto livello per l’esplorazione spaziale.
Una missione strategica per il futuro dell’esplorazione lunare
LuGre atterrerà sul Mare delle Crisi, una regione della Luna, all’inizio di marzo. Come sottolineato dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, «questo progetto aprirà la strada ai futuri sistemi di navigazione per l’esplorazione permanente del nostro satellite naturale. È una testimonianza delle competenze del settore spaziale italiano, capace di offrire soluzioni tecnologicamente avanzate e senza eguali».
Valente ha aggiunto che questa missione rappresenta anche un’importante opportunità per rafforzare i rapporti strategici tra Italia, Stati Uniti e NASA, confermando il ruolo del nostro Paese come partner di rilievo nell’ambito della ricerca e delle missioni spaziali internazionali.

