ITALIA. “Nostra figlia vorrebbe lasciare l’ora di religione e iscriversi all’educazione alternativa”. La richiesta dei genitori di un’alunna di quarta elementare di un istituto comprensivo di Firenze ha incontrato parere negativo della dirigente scolastica e la questione è finita davanti al Tar della Toscana, che ha dato ragione alla famiglia della bambina e ha condannato la preside a pagare tremila euro di spese. “L’insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane è basato sul principio di libera scelta” e vige “il diritto di scegliere ogni anno se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica”, c’è scritto nella sentenza dei magistrati toscani.
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