In foto: una donna tiene in braccio un bambino mentre si dirige all’ingresso per i pazienti di un ospedale pediatrico a Pechino, Cina, il 24 novembre 2023.
Il sistema di monitoraggio delle malattie ProMED indica che i bambini colpiti presentano un quadro clinico particolare: non mostrano sintomi come la tosse e sono in gran parte asintomatici, tranne che per febbri alte.
Dalla seconda metà di ottobre, nel nord della Cina si è registrato un aumento significativo nel numero di casi di malattie respiratorie che presentano sintomi simili a quelli dell’influenza. Questo aumento è significativamente maggiore rispetto alle cifre riportate nello stesso periodo nei tre anni precedenti.
Nei giorni scorsi, vari mezzi di comunicazione e il sistema di allerta precoce ProMED hanno evidenziato la comparsa di focolai di polmonite in bambini di questa regione, la cui causa non è ancora stata diagnosticata. ProMED è un sistema di sorveglianza che monitora gli sciami di malattie sia umane che animali a livello globale.
Al riguardo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha espresso incertezza sul fatto che questi focolai di polmonite siano collegati all’incremento generale delle infezioni respiratorie precedentemente segnalato dalle autorità sanitarie cinesi, o se si tratti di eventi isolati e senza relazione diretta.
Quali sono i sintomi
In città come Pechino e Liaoning, gli ospedali stanno vivendo un’affluenza massiccia di bambini malati, al punto che le autorità hanno preso in considerazione la possibilità di sospendere le lezioni scolastiche. Le famiglie, in cerca di assistenza medica, si trovano a fare lunghe code, sia negli ospedali convenzionali che negli istituti di medicina tradizionale cinese.
Secondo il comunicato di ProMED, i bambini colpiti presentano un quadro clinico particolare: non mostrano sintomi come la tosse e sono in gran parte asintomatici, tranne per febbri alte. Inoltre, si è osservato che possono sviluppare noduli polmonari. In Liaoning, sono già stati segnalati casi in cui insegnanti sono stati contagiati dai loro studenti, 0portando di fatto alla sospensione delle attività scolastiche in alcuni istituti.
Appello alla prudenza
La pandemia di Covid19 ha dimostrato che la Cina dispone di ampie risorse per rilevare malattie emergenti e comunicare i suoi risultati alla comunità internazionale. Tuttavia, anche in quel momento, è emersa la mancanza di trasparenza. Da allora, Pechino ha cercato di dimostrare un maggiore impegno nella sorveglianza dei patogeni e nella salute pubblica, nonché la volontà di rafforzare il suo sistema sanitario per affrontare crisi di grande portata.
Per il momento, in una recente dichiarazione, l’OMS ha affermato di aver presentato una richiesta formale al governo cinese per ottenere informazioni dettagliate e approfondite in merito sia sull’aumento di queste malattie respiratorie che sui casi specifici di polmoniti nei bambini. Fino a questo momento però, l’OMS non ha ricevuto chiarimenti da parte delle autorità di Pechino, per stabilire se questi focolai siano parte dell’aumento generale delle malattie respiratorie recentemente segnalato o se si tratti di un evento indipendente. Secondo Krutika Kuppalli, esperta in emergenze sanitarie dell’OMS, è di importanza cruciale raccogliere ulteriori informazioni per comprendere adeguatamente ciò che sta accadendo.
Questa situazione potrebbe essere legata all’aumento di Mycoplasma in Cina, o potrebbe essere il risultato di altre infezioni respiratorie come il virus respiratorio sinciziale (RSV), Covid19 o l’influenza. L’aspetto fondamentale, in ogni caso, è la necessità di ottenere informazioni più dettagliate e precise. Senza di esse, è difficile stabilire una diagnosi chiara e adottare le misure appropriate.
Nel frattempo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emesso una serie di raccomandazioni rivolte alla popolazione con l’obiettivo di ridurre il rischio di contagio. Queste includono la vaccinazione contro l’influenza per prevenire la comparsa di altri focolai di malattie respiratorie, mantenere la distanza in caso di sintomi, evitare il contatto con altre persone durante il periodo di malattia, sottoporsi a test per rilevare i patogeni presenti, utilizzare mascherine in situazioni appropriate, garantire una buona ventilazione in ambienti chiusi e praticare un’igiene delle mani rigorosa.

