Con lo scopo di ridurre le emissioni prodotte dagli allevamenti, l’Irlanda sotto pressione ecologista, ha dichiarato che potrebbe abbattere 200.000 mucche. Nel frattempo, gli attivisti per il clima hanno nel mirino le fattorie e i ranch americani.
I governi europei hanno preso di mira l’industria agricola da diversi anni. The Telegraph riporta che il governo irlandese starebbe valutando di ridurre i capi di bestiame presenti nel paese di 200.000 unità nei prossimi tre anni, per riuscire a raggiungere gli obiettivi fissati per quanto riguarda la riduzione delle emissioni.
Nel tentativo di ridurre l’inquinamento da azoto, Reuters ha riportato che il mese scorso l’Unione Europea ha approvato un piano olandese da 1,6 miliardi di dollari per comprare bestiame dagli agricoltori. Negli Stati Uniti, l’amministrazione Biden sta ora puntando all’agricoltura statunitense. Il rappresentante speciale del presidente per il clima, John Kerry, ha recentemente avvertito in un vertice sul clima presso il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti che la necessità umana di produrre cibo per sopravvivere genera il 33% delle emissioni totali di gas serra nel mondo.
“Non possiamo raggiungere lo zero netto. Non possiamo fare questo lavoro a meno che l’agricoltura non sia al centro come parte della soluzione”, ha detto Kerry. Anche il miliardario di Microsoft, Bill Gates, è preoccupato per le emissioni del bestiame e sta finanziando aziende che stanno sviluppando integratori di alghe e maschere antigas per le mucche.
Tuttavia, Katy Atkinson, una sostenitrice dell’agricoltura che alleva bestiame nella contea di Albany, nello Stato di New York, ha dichiarato che questa discussione sulle emissioni dell’industria non sta considerando gli impatti positivi del bestiame sull’ambiente e sul clima. “Nella conversazione sul cambiamento climatico si verifica spesso un pensiero di gruppo. Abbiamo una visione limitata senza considerare appieno le implicazioni di ciò che accadrà se eliminiamo il bestiame dalla terra”, ha detto Atkinson.
Ha sottolineato che il bestiame contribuisce alla resistenza alla siccità, alla salute del suolo e alla riduzione degli incendi forestali. Prima dell’introduzione del bestiame in Nord America e dell’inizio dell’allevamento, ha detto Atkinson, migliaia di bufali vagavano per le pianure.
Sia le vacche che i bufali sono ruminanti, un tipo di animale che riporta il cibo dallo stomaco per rimasticarlo. I sistemi digestivi di questi animali producono emissioni di metano. La popolazione bovina attuale è simile in numero alle mandrie di bufali. “Quindi, le emissioni di metano dagli animali ruminanti non sono affatto una novità”, ha detto Atkinson.

