La riduzione dell’assunzione di proteine può portare a una diminuzione della qualità muscolare, riducendo forza e capacità funzionale.
Seduti su una panchina nel parco, due anziani pedalano lentamente su una delle macchine presenti, un esercizio che, combinato con un’adeguata assunzione di proteine nella dieta, aiuta a contrastare la perdita di massa muscolare durante l’invecchiamento. Con l’avanzare dell’età, si verificano cambiamenti nella composizione corporea che portano a una perdita di massa magra, o muscolare, e a un aumento della massa grassa.
Secondo Ana Horcajada Ruiz, medico specialista in geriatria, una maggiore perdita di muscolo comporta una diminuzione della funzionalità e, di conseguenza, un maggiore rischio di dipendenza. Poiché il muscolo è composto principalmente da proteine, è fondamentale garantire un adeguato apporto di queste nella dieta degli anziani per preservare la massa muscolare e mantenere la funzionalità.
Nelle persone anziane, l’assunzione di proteine tende a essere inferiore rispetto ad altre fasce di età, spesso a causa di problemi dentali che rendono difficile masticare alimenti ricchi di proteine, come la carne rossa. A questo si aggiunge il problema crescente della solitudine, che può portare a diete monotone e meno elaborate, privando l’organismo di alimenti ricchi di proteine.
Con l’età, inoltre, le persone sviluppano comorbilità, ovvero malattie che richiedono un fabbisogno proteico maggiore. Federico Cuesta, capo del reparto di Geriatria del Hospital Clínico San Carlos, sottolinea l’importanza di aumentare l’apporto proteico e controllare le malattie per ottimizzare l’utilizzo delle proteine.
La maggior parte dei nostri tessuti, come sangue, pelle e ossa, è composta da proteine. Una carenza di queste può avere un impatto significativo a vari livelli, incluso quello muscolare. Una limitata assunzione proteica porta alla sarcopenia, ovvero la perdita di massa muscolare, riducendo forza e capacità funzionale, aumentando il rischio di cadute e dipendenza per le attività quotidiane.
Durante la vecchiaia, la sintesi proteica nei tessuti diminuisce, rendendo necessario un aumento dell’apporto esterno per garantire il mantenimento e la riparazione dei tessuti. In generale, per le persone anziane si raccomanda un’assunzione di 1,1-1,3 grammi di proteine per chilogrammo di peso corporeo, a seconda della presenza di malattie croniche o fragilità. In situazioni di malattia grave o malnutrizione, questa raccomandazione può salire fino a 2 grammi per chilogrammo di peso.
È consigliato che il 60% delle proteine provenga da fonti animali, come latticini, pesce, carne e uova, e il 40% da fonti vegetali, come legumi e frutta secca, per garantire un apporto completo di aminoacidi essenziali.
Oltre a una corretta alimentazione, è fondamentale combinare l’assunzione proteica con l’esercizio fisico multicomponente, che include attività cardiovascolari, esercizi di forza, flessibilità ed equilibrio, per garantire una salute muscolare ottimale e ridurre il rischio di cadute.
In caso di difficoltà nel raggiungere i requisiti proteici attraverso la dieta, è consigliabile consultare un professionista sanitario per valutare l’integrazione con supplementi proteici, soprattutto in situazioni di stress come malattie acute o interventi chirurgici, dove la domanda di nutrienti è maggiore.

