Agenti della Polizia Nazionale hanno arrestato a Santa Cruz de Tenerife quattro persone, accusate dei reati di tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale, sfruttamento sessuale coattivo, minacce e appartenenza a un’organizzazione criminale.
L’operazione di polizia ha permesso di liberare quattro donne di nazionalità venezuelana, vittime di sfruttamento sessuale da parte di un gruppo criminale attivo sull’isola di Tenerife. I detenuti esercitavano un rigido controllo sulle vittime, che venivano sorvegliate costantemente e costrette a prostituirsi in appartamenti situati in zone urbane della capitale.
Fuga, denuncia e intervento immediato
Le indagini sono iniziate nel maggio 2025, quando due delle vittime sono riuscite a fuggire di notte dall’abitazione in cui venivano sfruttate. Le donne si sono recate direttamente presso una stazione di polizia, dove sono state accolte da personale specializzato nell’assistenza alle vittime di tratta e sfruttamento sessuale.
A partire dalle loro testimonianze, è stato possibile identificare un gruppo criminale ben strutturato, con ruoli distinti: reclutamento nel paese d’origine, trasferimento in Spagna, alloggio e controllo sistematico delle vittime in condizioni di abuso.
Ricevute le informazioni, è stato organizzato un intervento di polizia coordinato, con perquisizioni autorizzate dal giudice negli immobili dove si era verificato lo sfruttamento. In tali luoghi sono state trovate altre due donne nelle stesse condizioni, oltre a armi da taglio, dispositivi elettronici, contanti e documentazione utile per l’inchiesta.
Arresti e rete smantellata
Il primo arresto ha riguardato l’individuo che esercitava un controllo diretto sulle donne. Nei due giorni successivi, gli agenti sono riusciti a fermare altri tre membri del gruppo, mentre tentavano di fuggire dal Paese attraverso l’aeroporto di Tenerife Nord, portando così allo smantellamento completo della rete sull’isola.
Una volta condotti davanti all’autorità giudiziaria, il giudice ha disposto per tutti la custodia cautelare in carcere per la presunta commissione dei reati sopra citati.

