La Polizia Nazionale ha arrestato martedì, nella provincia di Las Palmas, due giovani di 18 e 19 anni, accusati di ciberterrorismo per il loro presunto coinvolgimento nella diffusione di indirizzi, numeri di telefono, codici fiscali (DNI) e indirizzi e-mail di ministri, militanti socialisti e persone coinvolte nel caso Koldo.
Secondo quanto riferito in un comunicato della Polizia Nazionale, il principale indagato è ritenuto responsabile della diffusione di dati personali di alte cariche dello Stato e del Governo.
Inoltre, “approfittando della visibilità e della risonanza di queste pubblicazioni, avrebbe venduto illegalmente l’accesso a banche dati contenenti informazioni sensibili”, precisa la Polizia.
Il secondo arrestato, invece, si sarebbe occupato presumibilmente della monetizzazione di tali attività.
L’indagine, condotta dall’Audiencia Nacional, è coperta da segreto istruttorio ed è guidata dal giudice Francisco de Jorge, dopo che la scorsa settimana gli agenti avevano trovato in un canale Telegram dati personali di vari ministri, della presidente del Congresso Francina Armengol, del presidente della Generalitat di Catalogna Salvador Illa, e di altri coinvolti nel caso Koldo.
Tra le persone colpite figurano anche giornalisti, l’ex numero tre del PSOE Santos Cerdán, l’ex ministro José Luis Ábalos, il suo ex consigliere Koldo García, e l’imprenditore Víctor de Aldama, presunto intermediario, tutti indagati presso la Corte Suprema nel contesto del cosiddetto caso Koldo.
L’indagine è partita quando gli agenti hanno rilevato fughe di dati personali su vari canali di diffusione e social media.
I medesimi profili digitali che pubblicavano tali dati rivendicavano il possesso delle informazioni e si vantavano di poterle vendere, lanciando allo stesso tempo messaggi minacciosi su future divulgazioni dello stesso tipo, “con il conseguente pericolo per la sicurezza nazionale”, sottolinea il comunicato.
Le attività illecite degli arrestati includevano anche l’uso di criptovalute come mezzo di pagamento, per facilitare l’anonimato e rendere più difficile il tracciamento dei fondi da parte degli investigatori.
Gli arresti sono avvenuti questa mattina. Gli investigatori hanno effettuato perquisizioni nelle abitazioni dei due giovani, sequestrando numerosi dispositivi e supporti tecnici ora al vaglio degli inquirenti.
Seconda fuga di dati in dieci giorni
Si tratterebbe della seconda fuga di dati in dieci giorni: già il 19 giugno era stata diffusa, tramite un canale Telegram, informazione riservata riguardante altri membri del governo, come la vicepresidente María Jesús Montero, i ministri Fernando Grande-Marlaska, Óscar Puente, Luis Planas, Diana Morant, Ana Redondo, Elma Saiz, e anche ex esponenti del Partito Popolare come María Dolores de Cospedal o Rafael Catalá, tra gli altri.
Quella prima diffusione era partita da un canale Telegram con oltre 92.000 iscritti e i dati erano stati pubblicati da un utente identificato tramite pseudonimo, per poi essere ricondivisi da altri utenti.
Una minaccia grave per la sicurezza nazionale
La Polizia ritiene che la natura dei dati divulgati — riguardanti alte cariche istituzionali, membri di partiti politici e giornalisti — rendesse gli arrestati una minaccia molto grave per la sicurezza nazionale.
L’operazione è stata condotta da agenti della Comisaría General de Información, con la collaborazione del Centro Nacional de Inteligencia e delle brigate provinciali dell’informazione di Madrid e Las Palmas.
Il tutto è stato coordinato dalla Procura dell’Audiencia Nacional, sotto la direzione del Juzgado Central de Instrucción n. 1.

