Mezzi aerei, terrestri e navali partecipano all’attivazione “Eagle Eye”, in un momento in cui droni russi hanno compiuto incursioni in Paesi membri della NATO, come avvenuto in Polonia pochi giorni fa.
Sei caccia, una fregata, sistemi di difesa antiaerea e migliaia di soldati mobilitati: questa settimana le Forze Armate spagnole mettono alla prova alle Canarie il proprio sistema di difesa aerea. L’operazione arriva in un contesto delicato, dopo che droni russi hanno violato lo spazio aereo di Stati della NATO, l’ultimo episodio proprio in Polonia la scorsa settimana.
L’attivazione, chiamata “Eagle Eye”, non è collegata direttamente a quegli incidenti, ma fa parte della tabella di marcia per mantenere pienamente operativi i sistemi di difesa nel caso in cui simili episodi possano verificarsi in Spagna.
«Ci prepariamo per questo tipo di minacce, per queste situazioni servono le attivazioni», ha dichiarato il tenente generale Julio Nieto, comandante del Mando Operativo Aéreo, a bordo della fregata Cristóbal Colón durante la conferenza stampa di presentazione.
«Non solo i sistemi di sorveglianza dei Paesi dell’Est, vicini al confine con Russia e Ucraina, sono pronti e in allerta. Anche il nostro sistema di vigilanza e controllo aereo è attivo 365 giorni all’anno. Naturalmente siamo preparati», ha aggiunto.
“Eagle Eye” è un’esercitazione di difesa aerea che coinvolge le tre componenti delle Forze Armate: l’Ejército del Aire y del Espacio, l’Ejército de Tierra e l’Armada. L’obiettivo è integrarli nel sistema nazionale di difesa aerea «per aumentare l’efficacia nelle operazioni di presenza, sorveglianza e deterrenza, sotto il controllo operativo del Mando de Operaciones», spiega il Ministero della Difesa. Le manovre sono iniziate lunedì e proseguiranno fino a giovedì 18.
L’attivazione è stata denominata “Eagle Eye 25-03” perché si tratta della terza del 2025. Le precedenti si sono svolte a marzo lungo la costa mediterranea e a maggio nelle acque della Galizia.
Durante l’esercitazione in Galizia, il Ministero ha riferito che furono simulate missioni difensive aeree «in risposta a incursioni e movimenti di velivoli non identificati», con «manovre di combattimento aria-aria, missioni di intercettazione ed esercitazioni di scorta e protezione di asset strategici».
Attività analoghe si svolgeranno ora alle Canarie, con la partecipazione di sei F-18 e sistemi antiaerei dell’Aeronautica; unità e batterie di difesa aerea dell’Esercito di Terra; e la fregata F-105 Cristóbal Colón della Marina, integrata nel sistema di difesa aerea mentre pattuglierà l’Atlantico. Complessivamente saranno mobilitati circa 2.000 militari, sotto il comando operativo del Mando Operativo Aéreo.
«Questa è una delle esercitazioni più rilevanti, ma fa parte di un programma più ampio che coinvolge i cinque comandi operativi», ha spiegato il capitano di vascello Gonzalo Neira, capo della Sezione Piani dello Stato Maggiore del Mando de Operaciones. «L’obiettivo è migliorare la nostra coordinazione e la nostra efficienza», ha sottolineato.
L’“Eagle Eye” coinciderà inoltre con l’esercitazione “Sinergia 25”, in programma dal 15 al 21 settembre, che vedrà il dispiegamento di mezzi aerei, terrestri e navali a Ceuta, Melilla, Canarie e Baleari per «missioni di sorveglianza e presenza in aree di sovranità e interesse». Tra i mezzi mobilitati figura anche il Buque de Acción Marítimo “Tornado”, impegnato dal 9 settembre in compiti di vigilanza e deterrenza nelle acque canarie.

