TENERIFE. L’indagine trimestrale sul costo del lavoro conferma che i dipendenti dell’isola hanno accesso a un salario liquido medio che è il secondo più basso in Spagna, oltre all’inflazione più alta del Paese e anche ai crediti e ai prestiti impennati dall’Euribor.
A questi grandi ostacoli al raggiungimento dell’obiettivo di molte famiglie isolane di arrivare a fine mese, si aggiunge l’escalation, non ancora conclusa, che sta portando a un aumento del tasso di interesse ufficiale e con esso del valore di riferimento più utilizzato per i mutui e i prestiti personali in Spagna, l’Euribor, che continua a salire, spinto dalle decisioni anti-inflazionistiche della Banca Centrale Europea (BCE).
La BCE ha appena fissato il tasso ufficiale al 4,5% (un ulteriore aumento di 0,25 punti percentuali). L’Euribor a un anno si è attestato oggi al 4,1%.
I continui aumenti dell’Euribor nell’ultimo anno hanno raddoppiato le rate mensili dei mutui e hanno danneggiato in modo significativo i redditi delle famiglie.
Inoltre, lo scorso agosto è stato confermato che le Isole Canarie hanno l’inflazione generale più alta di tutta la Spagna, con il 3,5% negli ultimi 12 mesi (annuale), rispetto alla media nazionale del 2,6%, e inoltre (e questo è un dato molto sensibile e rilevante per le famiglie più impoverite) con l’aumento più alto del costo del paniere della spesa nel Paese, con un incremento annuo né più né meno che del 12,6% nel gruppo dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche.
(NdR: vi pare che l’inflazione sia al 3,5%?)
Oggi, a pochi giorni dalla pubblicazione dell’indice mensile dei prezzi al consumo (CPI), si conferma, ancora una volta, ciò che avviene quasi sempre: i costi salariali medi delle aziende (secondo i dati ufficiali dell’Indagine trimestrale sul costo del lavoro per il periodo aprile-giugno 2023, pubblicati questo venerdì dall’Istituto Nazionale di Statistica -INE-) che operano e pagano i propri lavoratori nelle Isole Canarie (1.871 lordi euro/mese) sono i più alti del Paese.
1.871 lordi euro/mese sono i secondi più bassi della Spagna, migliori solo di quelli pagati in Estremadura (1.782) e ben al di sotto, come sempre, del dato medio del Paese, pari a 2.263 (quasi 400 euro in più in 30 giorni rispetto a quelli dell’arcipelago).
Le Canarie vorrebbero senza dubbio avere variabili come quelle di Madrid (2.703 euro/mese), della Catalogna (2.490), della Navarra (2.475) e dei Paesi Baschi (2.442), le comunità autonome più sviluppate e ricche della Spagna e quelle che sono sempre in testa a queste e altre statistiche sui profili economici e anche sociali.
Questa situazione, che si può dire strutturale nelle Isole Canarie, si spiega in gran parte con l’enorme influenza del settore delle costruzioni e dei servizi nelle isole (e la scarsissima influenza dell’industria), con le attività turistiche che rivestono un ruolo di primaria importanza nel gruppo dei lavoratori dipendenti dell’arcipelago (sono i maggiori datori di lavoro, insieme alle amministrazioni pubbliche).
Va ricordato che il costo del lavoro delle entità produttive è una variabile equivalente al salario lordo, in quanto include altre spese sostenute dal datore di lavoro, come i contributi sociali, le indennità, le prestazioni sociali…
Al contrario, il costo del salario comprende il salario di base, le integrazioni salariali, i pagamenti degli straordinari, i compensi per il lavoro straordinario e gli arretrati.

