Il numero di persone occupate è aumentato di 37.300 in un anno, ma solo il 38% (14.300) sono donne. Il settore dei servizi e quello delle costruzioni guadagnano posti di lavoro, mentre l’occupazione cala in agricoltura e nell’industria.
I dati dell’Encuesta de Población Activa (EPA), relativi alla fine dello scorso anno, confermano il miglioramento dell’occupazione nelle Canarie, già evidenziato da altre fonti come le iscrizioni alla previdenza sociale e le cifre sulla disoccupazione registrata.
Il tasso di disoccupazione nelle isole è sceso all’11,91%, il livello più basso degli ultimi 17 anni. Questo dato allontana l’arcipelago dalle prime posizioni della classifica delle comunità autonome spagnole con il più alto tasso di disoccupazione, posizionandolo ora al quinto posto, dietro Andalusia, Estremadura, Murcia e Comunità Valenciana.
Ancora più significativo è il progressivo avvicinamento alla media nazionale, attualmente al 10,61%, con un divario che si riduce a soli 1,3 punti percentuali. Un risultato notevole se si considera che, solo un anno fa, la disoccupazione nelle Canarie superava quella nazionale di oltre quattro punti.
Tuttavia, il miglioramento è più evidente tra gli uomini, per i quali il tasso di disoccupazione è sceso al 10%, quasi in linea con la media nazionale. Al contrario, la disoccupazione femminile supera il 14%, rimanendo 2,2 punti al di sopra della media spagnola.
Il numero di occupati nelle Canarie ha raggiunto quota 1.023.700, con un aumento del 2,6% rispetto al trimestre precedente (+26.300 posti di lavoro). Rispetto allo stesso trimestre del 2023, l’incremento è stato ancora più marcato, con 37.300 occupati in più, pari a un +3,8%.
Analizzando i dati per genere, il numero di uomini occupati è aumentato di 23.000 unità, mentre quello delle donne è cresciuto di 14.300. La differenza tra uomini occupati (554.600) e donne (469.100) è di 85.500 unità. Solo il 38% dei nuovi posti di lavoro creati nell’ultimo anno è stato occupato da donne.
Un altro dato rilevante riguarda la nazionalità degli occupati: dei 37.300 nuovi posti di lavoro, 24.000 sono stati assegnati a cittadini spagnoli, mentre 13.200 a lavoratori stranieri, pari al 35% del totale. Tra gli stranieri, la maggior parte degli occupati proviene da paesi extra UE (11.100).
I dati settoriali evidenziano una forte crescita nel settore dei servizi, che ha raggiunto 884.000 occupati, con un incremento di 30.000 unità. Quasi nove posti di lavoro su dieci nelle Canarie provengono da questo settore economico.
Anche il settore delle costruzioni ha registrato un aumento dell’occupazione, con 12.000 nuovi lavoratori, portando il totale a 73.400.
Al contrario, agricoltura e industria hanno visto una riduzione del numero di occupati: nel 2024, il settore agricolo ha perso 1.500 posti di lavoro, scendendo a 21.400 occupati, mentre l’industria ha registrato un calo di 4.000 unità, fermandosi a 45.000 lavoratori.
Secondo i dati EPA pubblicati dall’INE, la disoccupazione nelle Canarie è diminuita di 50.300 persone in un anno, mentre la popolazione attiva si è ridotta di 13.000 unità. Alla fine del quarto trimestre, il numero di attivi nell’arcipelago era di 1.162.100 persone.
Inoltre, l’indagine sull’occupazione rivela che quattro famiglie su cinque nelle Canarie hanno tutti i membri attivi con un impiego, mentre solo il 5,8% ha tutti i membri attivi in condizione di disoccupazione.
La creazione di posti di lavoro nel quarto trimestre è stata più marcata nel settore privato, che ha generato 24.200 nuovi impieghi in un anno, mentre il settore pubblico ha incrementato il proprio organico di 5.100 unità.

