Diverse attività nel poligono industriale del sud di Tenerife denunciano il crollo dei loro guadagni, puntando il dito contro “un caos organizzativo nella zona”. Secondo il governo regionale, il progetto sarà completato entro maggio 2025.
L’essere umano spesso ricorre all’umorismo per affrontare il caos, utilizzandolo come una valvola di sfogo per alleviare la frustrazione. Un meme che circola sui social ironizza: “Si esce più facilmente dalla droga che da Las Chafiras”. Questa battuta riflette l’impotenza di chi sta subendo le conseguenze del caos generato dai lavori in corso su questo snodo fondamentale per la mobilità della regione meridionale. Tuttavia, al di là della satira, il problema è reale e sta avendo gravi ripercussioni su lavoratori, clienti e imprenditori del Polígono de Las Chafiras 1 e 2, Llano del Camello, Las Andoriñas e altre aree limitrofe.
I ritardi nell’esecuzione dei lavori, la mancanza di misure compensative e l’assenza di un’organizzazione adeguata hanno messo in ginocchio centinaia di imprese. I numeri parlano chiaro: cali di vendite fino al 50%, licenziamenti di massa e, in alcuni casi, chiusure definitive.
Voci dagli imprenditori locali
Il Diario de Avisos ha parlato con alcuni degli imprenditori più colpiti, che hanno espresso la loro tristezza per la gestione della situazione. Fátima Peña, responsabile del ristorante Mándate un Pollo, descrive l’impatto con durezza: “Le vendite sono crollate della metà. I clienti non riescono ad accedere, le code sono interminabili e molti annullano gli ordini”. Riassume la situazione con una sola parola: “catastrofico”.
Eduardo Herrera Rancel, proprietario di El Kilo, afferma che la sua attività perde circa 10.000 euro al mese: “Ai lavori si aggiunge la mancanza di parcheggi e i continui cambiamenti negli accessi. I pochi clienti che arrivano ci dicono: ‘Ho dovuto lasciare l’auto in doppia fila perché era impossibile entrare’.”
Uno dei casi più gravi è quello di José Luis Maseda, proprietario dell’hotel veterinario Don Perro. La sua fatturazione è crollata del 60% e il personale è stato ridotto della metà. “Tutto ciò di cui ho bisogno perché la mia attività funzioni — accessi rapidi e facilità di parcheggio — è diventato impossibile”. Conclude con un messaggio critico: “Non so quanto ancora potremo resistere.”
Nel settore farmaceutico, María de los Ángeles Gómez Delgado, titolare di una farmacia dal 2003, sottolinea come i lavori abbiano complicato la routine dei suoi clienti: “Chi arriva da Llano del Camello deve fare mille giri per arrivare. Quello che prima era un percorso di 800 metri ora è di due chilometri. Solo da dicembre abbiamo perso 20.000 euro”.
Problemi organizzativi e ritardi
La gestione dei lavori è un altro punto di discordia. Eduardo Herrera spiega: “Un giorno la strada è aperta in un senso, e il giorno dopo cambia direzione”, aggiungendo che “non c’è un piano chiaro”, e commenta: “Sembra che stiano cercando soluzioni a caso.”
Il progetto, approvato nel 2017 con un budget di 32 milioni di euro, prometteva di risolvere i problemi di traffico in una delle zone più transitate di Tenerife. Con un tempo previsto di completamento di 30 mesi, i lavori accumulano ad oggi circa 83 settimane di ritardo.
Tra le cause dei ritardi c’è stata, ad esempio, la sospensione temporanea del progetto per proteggere la Pimelia tinerfeña costera, uno scarabeo della zona incluso nel catalogo delle specie minacciate. Inoltre, l’enorme complessità di un’opera di tale portata, dove il traffico non è mai stato interrotto completamente, rappresenta un ulteriore ostacolo. Secondo i dati del Cabildo, ogni giorno transitano oltre 70.000 veicoli nella zona.
Speranze e timori
Francisco Javier González, viceconsigliere per le opere pubbliche, ha tenuto incontri con i rappresentanti delle imprese della regione, in particolare del polígono, per cercare soluzioni. Da parte sua, il sindaco di San Miguel de Abona, Arturo González, ha affermato che evitare la chiusura totale del traffico dopo le festività natalizie è stato cruciale per ridurre l’impatto economico: “Sarebbe stato catastrofico”.
Nonostante il Cabildo assicuri che i lavori saranno completati a maggio 2025, molti imprenditori temono ulteriori ritardi e danni irreparabili. Gli interessati concordano sul fatto che i lavori fossero necessari, ma criticano la mancanza di pianificazione per minimizzare gli effetti negativi.

