La spesa per il carrello della spesa nelle Isole Canarie è diventata sempre più onerosa nell’ultimo anno. Molti alimenti hanno registrato rincari ben superiori alla media dell’Indice dei Prezzi al Consumo (IPC), che ad agosto ha segnato un +2,2% nelle Canarie rispetto allo stesso mese del 2024, leggermente al di sotto della media nazionale (+2,7%).
L’Istituto Nazionale di Statistica conferma una percezione diffusa: i prezzi degli alimenti continuano a crescere, e le famiglie sono costrette a destinare una quota sempre maggiore del proprio bilancio all’acquisto di beni essenziali, con un impatto particolarmente pesante sui nuclei con redditi più bassi.
I rincari più significativi
Sebbene l’incremento medio dei prezzi alimentari si fermi a un +1,6%, un’analisi più dettagliata rivela aumenti ben più consistenti:
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Carne bovina: +13,3% (un consumo medio di 50 euro al mese oggi costa circa 56,65 euro).
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Uova: +12,7%.
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Caffè e cacao: +14,8%, tra i prodotti più colpiti.
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Legumi e ortaggi freschi: +12% (ciò che costava 10 euro ora ne costa 12).
Con aumenti più moderati, ma comunque superiori alla media, troviamo:
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Pesce fresco e congelato: +5,9%.
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Carne di pollo: +4,6%.
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Frutta fresca: +4,3%.
Sul fronte opposto, alcuni prodotti registrano ribassi: il caso più evidente è quello dell’olio, che dopo i forti rincari del 2023-2024 si è ridotto del 34,2% nell’ultimo anno, portando un po’ di sollievo ai consumatori.
Uno sguardo a lungo termine
Se si prende come riferimento il 2021, anno base dell’INE, il carrello della spesa nelle Canarie è aumentato in media del 34,1%. Gli incrementi più forti sono:
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Uova: +71,4%.
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Zucchero: +58,6%.
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Carne bovina: +52%.
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Legumi e ortaggi freschi: +45%.
Le cause dell’aumento
Secondo Alonso Fernández, segretario generale dell’Associazione dei Supermercati (Asuican), a incidere sono diversi fattori:
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la Legge sul Benessere Animale, che ha ridotto la disponibilità di prodotti (soprattutto uova), costringendo gli allevatori a diminuire il numero di capi;
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gli effetti persistenti della guerra in Ucraina, che hanno generato scarsità e rincari su cereali e materie prime;
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la crisi della produzione di cacao e caffè in alcuni Paesi fornitori;
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l’utilizzo crescente di zucchero per biocarburanti, che ne riduce la quota destinata al consumo alimentare;
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la progressiva riduzione degli aiuti del Régimen Específico de Abastecimiento (REA) e l’impatto del trasporto e dei dazi (AIEM).
Nonostante ciò, Asuican ribadisce l’impegno della grande distribuzione a sostenere il prodotto locale, dichiarando che i supermercati sono i principali acquirenti di produzioni agricole e zootecniche delle isole.
Le Canarie al vertice nazionale
Dal 2021 il costo della vita nelle Canarie è aumentato del 18,5%, un dato in linea con la media nazionale (18,8%). Tuttavia, sul fronte alimentare l’arcipelago segna la crescita più forte del Paese: +34,1% in quattro anni, contro una media spagnola del 31,5%.
Secondo la Camera di Commercio di Santa Cruz de Tenerife, il punto di svolta è arrivato tra il 2022 e il 2023, quando i prezzi alimentarI hanno toccato picchi record (+18% su base annua nel febbraio 2023). Negli ultimi mesi, la crescita si è stabilizzata, ma i prezzi restano comunque molto più alti rispetto a quattro anni fa.

