Un’ispezione sulle licenze di affitto turistico rilasciate a Lanzarote tra il 2017 e il 2018 ha portato alla revoca di 134 autorizzazioni da parte del Cabildo, la prima istituzione a intraprendere questa iniziativa.
Il Cabildo di Lanzarote è una delle due istituzioni che hanno anticipato l’approvazione della legge sugli affitti turistici e ha già iniziato a riesaminare tutte le licenze concesse sull’isola per questa tipologia di locazione. Nel corso di questa operazione di controllo, che finora ha riguardato solo le licenze rilasciate in un anno, sono state revocate 134 autorizzazioni, con le relative abitazioni che sono state destinate al mercato dell’affitto tradizionale.
La legge sugli affitti turistici, la cui discussione parlamentare è iniziata giovedì, imporrà a municipi e cabildos la revisione delle oltre 50.000 licenze di case vacanza concesse fino ad oggi. In realtà, queste istituzioni avevano già la facoltà di svolgere questo controllo in virtù delle loro competenze in materia urbanistica, ma con l’approvazione della legge saranno obbligate a farlo.
La prima ispezione
Lanzarote è la prima istituzione a revisionare tutte le licenze di case vacanza. A seguito del primo ciclo di controlli, sono state eliminate 134 licenze, poiché i gestori non hanno presentato la cédula de habitabilidad (certificato di abitabilità) e la relativa identificazione catastale individuale.
A riferirlo è stato Jesús Machín, consigliere per l’Ordine del Territorio, la Pianificazione Territoriale, la Regolamentazione Turistica e le Attività Classificate del Cabildo di Lanzarote, durante la Commissione dei Cabildos tenutasi giovedì nel Parlamento delle Canarie. Machín ha spiegato che questa prima revisione riguarda esclusivamente le licenze rilasciate tra il 2017 e la metà del 2018.
“Per le abitazioni registrate attraverso la sede del Governo delle Canarie, effettuiamo un esame approfondito: concediamo un’audizione, un periodo di correzione delle irregolarità e, quando non è più possibile sanare la situazione, si procede alla revoca dell’attività”, ha spiegato il consigliere. Successivamente, queste abitazioni devono essere destinate al mercato dell’affitto tradizionale.
Questa è la prima revisione sistematica delle licenze concesse. In passato, alcune autorizzazioni erano già state revocate, ma solo in seguito a segnalazioni specifiche di strutture non autorizzate o persino di veicoli adibiti illegalmente ad abitazioni turistiche. Tuttavia, mai prima d’ora si era proceduto a un controllo su vasta scala. La prossima istituzione a intraprendere un’azione simile è il Comune di Granadilla, che sta elaborando un regolamento per verificare questa modalità di affitto.
Un lavoro locale
Con l’approvazione della legge, prevista entro la fine dell’anno, le amministrazioni locali dovranno affrontare un imponente lavoro di revisione delle licenze. Una delle principali preoccupazioni espresse dai rappresentanti dei cabildos durante la commissione parlamentare è la limitata capacità operativa dei comuni per gestire questa incombenza.
Lo stesso Machín ha chiesto “equilibrio e considerazione” nell’attuazione della norma. Secondo lui, nelle isole non capoluogo molte famiglie si affidano agli affitti turistici per sostenere le spese universitarie dei figli. Inoltre, ha sottolineato le difficoltà che i comuni dovranno affrontare, poiché “molti non dispongono del personale necessario per gestire le nuove competenze che deriveranno dall’approvazione della legge”.
Sulla stessa linea si è espressa Nereida Calero, consigliera per la Pianificazione Territoriale del Cabildo di Fuerteventura, che ha chiesto ai legislatori di essere “sensibili” alle tempistiche imposte alle amministrazioni, considerata la scarsità di personale a loro disposizione.
Adasat Reyes, vicepresidente del Cabildo di La Gomera, ha richiesto “ragionevolezza e razionalità”, sottolineando la necessità di evitare un divieto totale degli affitti turistici attraverso “parametri impossibili da rispettare”.
Infine, José Miguel Ruano, consigliere per la Pianificazione Territoriale del Cabildo di Tenerife, ha ribadito l’urgenza di introdurre una moratoria sulle nuove licenze turistiche mediante un decreto governativo, per evitare un’ulteriore espansione del fenomeno.

