La plastica sta divorando le spiagge delle Canarie: rappresenta la metà dei rifiuti marini raccolti. Le mozziconi di sigaretta sono il secondo maggior rifiuto sulle nostre coste.
La plastica rappresenta il 49,53% dei rifiuti marini raccolti sulle spiagge delle Canarie, seguita dalla carta con il 30,19%, il legno con il 7,63% e il metallo con il 7,33%, mentre il resto dei materiali costituisce il 5,33%.
Questo emerge dal ‘Informe de caracterización y origen de las basuras marinas en Canarias’ (Rapporto di caratterizzazione e origine dei rifiuti marini nelle Canarie) del Centro Tecnológico de Ciencias Marinas (CETECIMA) e realizzato nell’ambito del progetto ‘OCEANLIT’, che ha tenuto una riunione a Las Palmas de Gran Canaria e ha l’obiettivo di migliorare la gestione degli spazi naturali protetti costieri negli arcipelaghi colpiti dai rifiuti marini.
Per quanto riguarda gli oggetti raccolti, i più frequenti sono i mozziconi di sigaretta (17,05%), pezzi di plastica tra 2,5 cm e 50 cm (11,67%), pezzi di plastica tra 0 e 2,5 cm (10,51%) e oggetti in vetro (7,26%), anche se sono stati identificati fino a 17 tipi di oggetti diversi.
Por questo motivo, il CETECIMA ha raccomandato di potenziare la conoscenza sui rifiuti marini attraverso un programma di monitoraggio di questo fenomeno e l’educazione ambientale per frenare la sempre crescente quantità di rifiuti marini rilevati nelle Canarie.
Inoltre, il Centro Tecnologico ha sottolineato in un comunicato che è “fondamentale” diffondere i risultati ottenuti al termine del progetto ‘OCEANLIT’ e di altri studi scientifici condotti a livello mondiale per sensibilizzare la popolazione sulle conseguenze negative che l’accumulo di rifiuti negli oceani genera sull’ambiente naturale e sull’umanità stessa.
Nel caso specifico delle Canarie, si osserva una sempre maggiore quantità di rifiuti marini sia nelle zone costiere che nel mare circostante le isole, pertanto è stata avanzata anche la proposta di migliorare i mezzi esistenti per avviare campagne di osservazione, monitoraggio e pulizia dei rifiuti in diverse aree.
Per quanto riguarda la maggior parte dei rifiuti marini rilevati nelle acque delle isole, la provenienza sconosciuta o corrispondente a più di una fonte risulta predominante (62,86%), seguita dalle attività turistiche sulle spiagge, con il 18,48%, altre attività terrestri con il 9,11%, commercio con il 7,94% e acque reflue con il 7,43%.

